La dott.ssa Mariacarmela Abbruzzese è Psicologa, specialista in Psicoterapia Psicoanalitica Relazionale e, attualmente, esercita la sua professione a Milano.

Allo scopo di conoscerla meglio e presentarla agli utenti di iDoctors, le abbiamo rivolto qualche domanda.

Quando ha deciso di fare la psicologa?

La decisione è avvenuta a 19 anni, quando come ogni liceale era il momento di scegliere. Il momento specifico è stato però a primo anno universitario avvenuto. Avevo fatto i test d’ingresso anche ad odontoiatria (la mia famiglia pensava che la psicologia fosse una professione che garantiva più prospettive future) e per la rinuncia di qualcuno entrai io. In quel momento, avevo avuto modo di seguire già dei corsi, non ebbi dubbi. Volevo fare la psicologa.

Quali sono gli aspetti del suo lavoro che apprezza di più e che trova più interessanti o quali le danno maggiori soddisfazioni?

Cosa apprezzo del mio lavoro… domanda troppo difficile… penso di apprezzare ogni momento. Chi mi conosce sa che il mio lavoro sono io, quindi direi che apprezzo le difficoltà, i momenti in cui ho paura, gli attimi in cui quel paziente X mi stimola a mettermi in discussione. Penso che sia questo a darmi maggiori soddisfazioni.

 

Quale ritiene sia l’aspetto più duro del suo lavoro?

Ogni volta che entra un nuovo paziente mi si presenta una situazione delicata e ricca di sofferenza. L’aspetto più duro è comprendere, sintonizzarsi e capire cosa l’altro mi porta. Cercare di essere lì per lui, con tutto il rispetto che merita la sua storia.

 

Se non avesse fatto lo psicologo cosa avrebbe fatto?

Non riesco ad immaginare un altro lavoro rispetto a quello che faccio. Io dico sempre di essere fortunata, perchè a soli 19 anni, quando scegliere e come tirare i dadi alla roulette, ho scelto di fare quello che ancora oggi avrei voluto fare.

 

Ripensandoci oggi, qual è l’errore che all’inizio della carriera avrebbe voluto evitare?

Non è proprio un errore… durante gli studi ho cercato di non gravare economicamente troppo sulla mia famiglia, anche quando non mi veniva richiesto. Per me era un modo per dimostrare che potevo sostenermi in autonomia, ma forse sarebbe stato più semplice e meno faticoso accettare “l’aiuto da casa”.

 

All’inizio della carriera ha mai pensato di cambiare, oppure di non farcela?

Di cambiare no, come ho già detto non ho mai pensato di cambiare. Di non farcela sì, ho avuto paura, sono stata affaticata, ma sono una persona caparbia e se amo qualcosa la inseguo fortemente.

 

C’è stata una persona o un episodio determinante nella sua formazione professionale?

Assolutamente. Durante il mio tirocinio ho incontrato una donna, una professionista, che mi ha insegnato moltissimo. Mi ha dato insegnamenti a partire da come era più giusto porsi ai pazienti a come era bello poter occuparsi di loro.

 

Se dovesse dare un consiglio ad un collega che è all’inizio della sua carriera di psicologo, cosa suggerirebbe?

L’unica cosa che potrei suggerire è di avvicinarsi a questo lavoro se si ha passione, se si ha curiosità e se si ha interesse nel conoscere l’altro nelle sue sfaccettature. Fare questo, sembra apparentemente facile, ma richiede molta sensibilità e conoscenza di se stessi.

 

Quali sono i suoi hobby/interessi/passioni al di fuori del lavoro?/Cosa fa nel tempo libero?

Amo il teatro, il cinema, le cene con gli amici. Un po’ di spot e tanti viaggi.

 

Nella sua esperienza le è capitato spesso di dover risolvere problemi legati a disinformazione in campo medico? Ci racconti il caso che ricorda di più.

Nell’era di internet essere disinformati non è plausibile. Ma spesso mi ritrovo a confrontarmi con persone fornite di cattive notizie lette qua e là che dichiarano una diagnosi, che dettano patologie quasi mai veritiere.

 

Nuovi progetti per il futuro?

Ho appena terminato un master di gruppo, ho già in mente di farne un altro. Penso che i miei progetti futuri riguardino ancora la voglia di studiare, di conoscere, il tenermi aggiornata.

 

Secondo lei, in che modo il web può aiutare il medico nella sua professione? In cosa il web potrebbe essere d’aiuto al medico (che non esista già)?

Il web è già molto d’aiuto oggi. Non saprei in cosa altro potrebbe aiutare.


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