La dott.ssa Maria Forte è Psicologa clinica, specializzanda in Psicoterapia cognitivo-comportamentale, attualmente, esercita la sua professione a Roma e a Pisa.

Allo scopo di conoscerla meglia e presentarlo agli utenti di iDoctors, le abbiamo rivolto qualche domanda.

Quando ha deciso di fare la psicologa?

È stato un processo graduale: prima di tutto ho deciso che mi affascinava come materia di studio la psicologia, il funzionamento della nostra mente e le implicazioni a livello comportamentale ed emotivo.. ed ho iniziato a leggere articoli su questo tema e qualche libro; poi ho iniziato a studiarla, iscrivendomi al corso di studi in psicologia; andando avanti nello studio di queste materie, scendendo ad un livello sempre più specialistico e iniziando ad avere una conoscenza sempre più approfondita dei temi trattati, mi sono appassionata anche alle sue possibili applicazioni e arrivare a scegliere di lavorare come psicologa e psicoterapeuta è stato naturale, una scelta presa ad occhi chiusi, senza dubbi.

Quali sono gli aspetti del suo lavoro che apprezza di più e che trova più interessanti o quali le danno maggiori soddisfazioni?

L’aspetto che maggiormente apprezzo è la possibilità e la necessità di formazione e aggiornamento continuo; in questa professione, come in altre, tenersi aggiornati e studiare, conoscere, approfondire i vari temi trattati è indispensabile per adattare le teorie all’unicità e alla molteplicità delle persone che ci troviamo davanti ogni giorno. È una grande soddisfazione poter trovare per ogni persona il percorso terapeutico più efficace, creato e modellato sulle caratteristiche e necessità del singolo; adattare continuamente la teoria alla realtà, nelle sue innumerevoli sfaccettature.

Se non avesse fatto la psicologa cosa avrebbe fatto?

Attualmente non mi immagino a fare niente di diverso, ma quando ero bambina ricordo che ero convinta che da grande avrei fatto la gelataia; crescendo sono passata a voler fare la biologa marina e prima di decidere di fare psicologia mi avvicinai all’ingegneria energetica. Tante esplorazioni che mi hanno portata a scegliere con ancor più convinzione questo ambito e questa professione.

 C’è stata una persona o un episodio determinante nella sua formazione professionale?

Pensando a questa domanda mi è venuto subito in mente un episodio, risale ai tempi della specialistica in psicologia, studiavo a Bologna. Ricordo che avevo una precisa idea dell’argomento su cui avrei voluto svolgere la tesi, ma non trovavo un professore disponibile a seguirmi come relatore e ad appoggiare il mio lavoro; ricordo in particolare di uno di questi, che in più modi sminuì le mie idee. Ma non pensai mai di cambiare progetto, andai avanti nella ricerca e finalmente trovai un professore a cui piacque l’idea. Era uno dei docenti più rinomati della facoltà e ricordo che i posti per poter fare la tesi con lui erano molto ambiti. In quel momento pensai che la determinazione e la costanza possono aprire qualsiasi porta, possono far arrivare dove si vuole, o quanto meno molto vicino.

Se dovesse dare un consiglio ad un collega che è all’inizio della sua carriera di psicologo, cosa suggerirebbe?

Il consiglio è senza dubbio quello di fare quanta più esperienza pratica possibile, sia durante gli anni di studio che subito dopo; un’altra cosa essenziale per lavorare in questo settore è “fare rete”, cercando di conoscere e collaborare colleghi psicologi e specialisti di ambiti differenti ma con cui possiamo scambiare invii. La rete è fondamentale per due motivi: per lavorare al meglio, collaborando con altri professionisti per integrare le rispettive competenze; e per poter ampliare il canale di visibilità che si ha, soprattutto all’inizio, prima che possa iniziare un passaparola vero e proprio.

Quali sono i suoi hobby/interessi/passioni al di fuori del lavoro?

Nel tempo libero mi piace viaggiare, vicino e lontano, alla scoperta di nuovi posti, nuovi paesaggi, nuove persone a volte. Calarmi in qualche realtà diversa dalla mia e osservarla, apprendere qualcosa.. si impara sempre qualcosa da ciò che è diverso da quel che conosciamo.

Nuovi progetti per il futuro?

I progetti per il futuro non si fermano mai; in questa professione la testa è in continuo movimento. Non smettiamo mai di “studiare” e di approfondire, arricchendo la nostra formazione specifica; ritengo che aggiornarsi e approfondire gli ambiti di lavoro con cui abbiamo a che fare sia indispensabile per poter svolgere un buon lavoro nella relazione terapeutica. Un progetto futuro a breve termine è senza dubbio quello di mettere in piedi qualche corso in più, formativo o psico-educativo; penso sia molto importante formare e sensibilizzare persone che possono essere interessate ad argomenti di psicologia o che riscontrano qualche difficoltà e sentono il desiderio di capirne di più.