La dott.ssa Leda Moro è Medico Chirurgo e Medico estetico e, attualmente, esercita la sua professione a Roma.

Allo scopo di conoscerla meglio e presentarla agli utenti di iDoctors, le abbiamo rivolto qualche domanda.

Quando ha deciso di fare il medico estetico?

La mia decisione risale alla prima infanzia quando, invece di giocare con le bambole le “mutilavo” per cucirne e ricomporre i pezzi scrupolosamente, con minuzia chirurgica.

Quali sono gli aspetti del suo lavoro che apprezza di più e che trova più interessanti o quali le danno maggiori soddisfazioni?

La mia gratificazione è il “risultato” e la felicità del paziente.

Quale ritiene sia l’aspetto più duro del suo lavoro?

La parte più dura è quella dell’aggiornamento scientifico che è indispensabile e richiede studio continuo.

Se non avesse fatto il medico cosa avrebbe fatto?

Sono un chirurgo estetico e mi sarei dedicata a qualche arte figurativa e creativa.

Ripensandoci oggi, qual è l’errore che all’inizio della carriera avrebbe voluto evitare?

Tornando indietro forse eviterei i grandi investimenti su alcune tecnologie esaltate in modo mediatico ma che il tempo ha dimostrato poco efficaci.

All’inizio della carriera ha mai pensato di cambiare, oppure di non farcela?

Nel 1994 mi sono specializzata in cardiologia e ho successivamente lavorato per la UILDM (Lega distrofia neuromuscolare). Ho sofferto e pianto molto occupandomi di bambini affetti da distrofia Duchenne e non ce l’ho fatta a continuare. Per questo ho abbandonato la cardiologia e mi sono spostata in Brasile per qualche anno specializzandomi in Medicina e Chirurgia Estetica.

C’è stata una persona o un episodio determinante nella sua formazione professionale?

Gli incontri più importanti e decisivi sono stati nella mia formazione in Brasile, con colleghi internazionali e di grande esperienza.

Se dovesse dare un consiglio ad un collega che è all’inizio della sua carriera di medico, cosa suggerirebbe?

Suggerirei di specializzarsi profondamente in qualcosa di specifico, perchè l’importante non è fare tante cose ma farne poche, ma “benissimo”.

Cosa fa nel tempo libero?

Lo sport (sono istruttore subacqueo e master di sci) e la musica (canto, suono, compongo e ho inciso molti cd musicali).

Nella sua esperienza le è capitato spesso di dover risolvere problemi legati a disinformazione in campo medico? Ci racconti il caso che ricorda di più.

Purtroppo, mi capita spesso di dovermi prender cura di pazienti con “effetti collaterali” prodotti da altri colleghi, legati ad una disinformazione iniziale pre-intervento. Per questo sono scrupolosissima nel far leggere attentamente i “consensi informati” riguardo qualsiasi dettaglio della chirurgia estetica, anche se a volte può sembrare banale. Il caso che mi ha colpito di piu’ è stato l’esito nefasto di un filler su una paziente affetta da malattia autoimmune, alla quale non è stata effettuata adeguata anamnesi o informazione sulle controindicazioni assolute di un iniettivo definitivo su pazienti con tali patologie, ormai molto diffuse.

Può raccontarci una storia significativa che le è capitata durante la sua carriera professionale?

La storia più significativa e importante del mio percorso medico sono stati i sette anni di collaborazione con il chirurgo plastico più eminente che sia mai esistito, il Professor Vittorio Ascione, purtroppo venuto a mancare precocemente, dal quale ho imparato tanto sia in campo medico che umano.

Nuovi progetti per il futuro?

Il mio lavoro di medico estetico è creativo ed in continua evoluzione. L’acquisto di nuove tecnologie e device è sempre la più grande emozione che mi fa svegliare felice tutte le mattine, perchè amo il mio lavoro e il progetto è diventare sempre più colta e brava.

In cosa il web potrebbe essere d’aiuto al medico (che non esista già)?

I web è quanto di più prezioso possa esistere per imparare cose nuove, per curiosare realtà lontane da noi, per crescere. e, con le dovute attenzioni nel preservare la nostra deontologia professionale, è ormai strumento indispensabile per farsi conoscere al mondo.