La dott.ssa Amalia Iozzi è Medico Chirurgo e Medico estetico e, attualmente, esercita la sua professione a Roma.

Allo scopo di conoscerla meglio e presentarla agli utenti di iDoctors, le abbiamo rivolto qualche domanda.

Quando ha deciso di fare il medico estetico?

In realtà la scelta della medicina estetica è avvenuta per caso…forse è meglio dire ci siamo scelte. Mi son avvicinata al mondo della medicina estetica in punta di piedi, per curiosità, volevo saperne di più e iniziai a frequentare la scuola…da li mi si è aperto un complesso mondo fantastico di cui ora è veramente difficile farne a meno. Per quello che si possa pensare nulla è banale…anzi e, ad oggi, ancora c’è troppa poca informazione.

Quali sono gli aspetti del suo lavoro che apprezza di più e che trova più interessanti o quali le danno maggiori soddisfazioni?

Ciò che amo di più e ascoltare le esigenze e le problematiche degli altri e cercare di farne dei punti di forza. Adoro quando i miei pazienti mi ringraziano e vedo nei loro occhi le felicità dello star bene.

Quale ritiene sia l’aspetto più duro del suo lavoro?

Il medico non va mai appieno in vacanza: 7 giorni su 7, 365 giorni l anno… è fatto così, si rende sempre disponibile. Non mi pesa devo dire ma, effettivamente, ci si riposa poco.

Se non avesse fatto il medico cosa avrebbe fatto?

Non ho capito e scelto subito di fare il medico… ma, ad oggi, mi rendo conto che se non facessi il medico non saprei cosa fare ed in ogni caso qualsiasi altra cosa non la farei probabilmente con la stessa passione. Se proprio devo dirne una farei la cantante 😉

Ripensandoci oggi, qual è l’errore che all’inizio della carriera avrebbe voluto evitare?

Non so di aver fatto qualche errore in particolare ma di sicuro ho sempre agito con determinazione e sacrificio che mi portano ad essere la persona che sono.

C’è stata una persona o un episodio determinante nella sua formazione professionale?

Nella mia famiglia non ci sono medici perciò non seguo le orme di nessuno. Mi sono appassionata alla medicina durante il corso degli studi del liceo per la curiosità di voler capire il senso della vita e poi perché credo di aver avuto da sempre l’attitudine al bene del prossimo.

Nella sua esperienza le è capitato spesso di dover risolvere problemi legati a disinformazione in campo medico? Ci racconti il caso che ricorda di più.

L’unica grossa disinformazione è l’uso sbagliato dei social e del web, non ci si può curare con dott. Google o fare di tutto quello che esce fuori dalle ricerche il “caso nostro”. Non avrebbe senso studiare con sacrificio per anni medicina, far anni di tirocinio e continuare ad aggiornarsi per il resto della vita, se la risposta è semplicemente a portata di click. E combattere con la convinzione dei pazienti ad oggi è una dura lotta.

Può raccontarci una storia significativa che le è capitata durante la sua carriera professionale?

Uno degli avvenimenti che ricordo con tenerezza riguarda una delle mie prime volte in corsia: regalare un sorriso sincero e stringere una mano a chi ne ha veramente bisogno è la medicina più curativa per chi la riceve e più riempitiva per chi la dà.

Nuovi progetti per il futuro?

I miei progetti futuri sono ovviamente quelli di ampliare sempre di più le mie competenze ed abilità, cercando di dare contestualmente più informazione e spazio alla medicina non invasiva, anche e in campo estetico educare e prevenire.

Facciamo qualcosa per stare bene e rimanere sempre noi… impariamo ad invecchiare bene.