Il dott. Valentino Marzolini è Medico Chirurgo, specialista in specialista in Psichiatra e, attualmente, esercita la sua professione a Monza e Brianza.

Allo scopo di conoscerlo meglio e presentarlo agli utenti di iDoctors, gli abbiamo rivolto qualche domanda.

Quando ha deciso di fare lo psichiatra?

E’ stata una decisione abbastanza fortuita, presa nel corso dell’ultimo anno di medicina. Ma gia? al liceo ero affascinato dalla psicologia.

Quali sono gli aspetti del suo lavoro che apprezza di piu? e che trova piu? interessanti o quali le danno maggiori soddisfazioni?
Il mio lavoro mi permette di appagare l’innata (sconfinata) curiosita? che le persone mi ispirano.

Quale ritiene sia l’aspetto piu? duro del suo lavoro?
Quando facevo lo psichiatra del SSN, era frustrante gestire la cronica scarsita? di posti letto per soddisfare i bisogni di chi si rivolgeva al Servizio pubblico. Oggi non trovo piu? nulla di duro: se riesci a diminuirla – anche di un solo quid – la sofferenza mentale non appare come dura. Cio? non esclude che i limiti di conoscenza sulla malattia rendano talvolta duro constatare la nostra impotenza di curanti.

Se non avesse fatto il medico cosa avrebbe fatto?
Mi piaceva scrivere. Ma dopo la lunga stagione lavorativa, guardandomi indietro, credo che avrei potuto anche amare un qualsiasi mestiere manuale, che comportasse applicazione e cura artigianale.

Ripensandoci oggi, qual e? l’errore che all’inizio della carriera avrebbe voluto evitare?

Vedo nei miei esordi tanti errori che, con un po’ d’esperienza in piu?, sarebbero stati evitabili. Ma nessun errore e? stato tanto grave da farmi rimpiangerne le conseguenze. Anche oggi mi capita di sbagliare, ma non mi scoraggio: ogni errore, allora come oggi, puo? trasformarsi in occasione di apprendimento e crescita professionale. A patto (beninteso) di saperlo riconoscere …

All’inizio della carriera ha mai pensato di cambiare, oppure di non farcela?
Il dilemma cruciale era se restare nel SSN o uscirne. Penso di aver fatto la scelta giusta restandovi fino al pensionamento.

C’e? stata una persona o un episodio determinante nella sua formazione professionale?
Tantissime persone: autori, maestri, pazienti, colleghi; con i tanti esempi che mi hanno arricchito. La curiosita? verso l’umanita? si puo? nutrire in svariati modi: l’arte, per esempio, e? anch’essa una forma complementare di approfondimento psicologico.

Se dovesse dare un consiglio ad un collega che e? all’inizio della sua carriera di medico, cosa suggerirebbe?
Gli direi che bisogna resistere strenuamente alla assuefazione derivante dalla routine.

Cosa fa nel tempo libero?
Giardinaggio, fotografia, film, narrativa, tecnologia, fisica, storia, politica. E molto altro ancora …

Nella sua esperienza le e? capitato spesso di dover risolvere problemi legati a disinformazione in camp medico? Ci racconti il caso che ricorda di piu?.
Non spesso. Alle volte e? lo stesso scientismo ad apparirmi pericoloso: perche? ideologico e assiomatico. Ho tantissimi ricordi che si affollano nella testa: troppi per trasceglierne uno piu? che meriti piu? degli altri.

Puo? raccontarci una storia significativa che le e? capitata durante la sua carriera professionale?
Anche qui, ne avrei cosi? tante che farei un torto alle altre se ne privilegiassi una. Gli infermieri del mio Servizio volevano che, andato in pensione, raccogliessi tutta l’aneddotica che andavo loro sciorinando in un libro di memorie. Ma come potrei fermarmi a scriverle se, ancora adesso, ogni giorno di lavoro mi porta nuovi casi, nuove esperienze, nuove singolarita??

Nuovi progetti per il futuro?
Quello di lavorare finche? le forze me lo permetteranno.

In cosa il web potrebbe essere d’aiuto al medico (che non esista gia?)?
Tutto nella mia professione sara? radicalmente modificato dal web e dalle tecnologie informatiche. Meglio essere preparati per usufruirne, invece che subirlo con l’ostilita? misoneista di taluni intellettuali polverosi.