Il dott. Sandro Paparone è Medico Chirurgo, Specialista in Pediatria e, attualmente, esercita la sua professione a Messina.

Allo scopo di conoscerlo meglio e presentarlo agli utenti di iDoctors, gli abbiamo rivolto qualche domanda.

Quando ha deciso di fare il pediatra?

Al momento dell’iscrizione alla Facoltà di Medicina. sono entrato come interno all’istituto di Pediatria al 3°anno di medicina.

Quali sono gli aspetti del suo lavoro che apprezza di più e che trova più interessanti o quali le danno maggiori soddisfazioni?

Poter indirizzare correttamente i genitori, cercando di far evitare gli errori più comuni, ed educandoli ad un uso consapevole ed appropriato dei farmaci.

Quale ritiene sia l’aspetto più duro del suo lavoro?

Il rapporto con genitori internauti che recepiscono notizie sulla rete e pensano cosi di aver acquisito una laurea in medicina. Uno degli scogli più pesanti è correggere le convinzioni in tema di alimentazione e di percezione dell’obesità, tema scottante in quanto il 30% dei bambini è in notevole sovrappeso.

Se non avesse fatto il medico cosa avrebbe fatto?

Ho sognato di far il medico dalle scuole elementari, non ho valutato altre ipotesi.

Ripensandoci oggi, qual è l’errore che all’inizio della carriera avrebbe voluto evitare?

Non aver appreso la lingua inglese.

Se dovesse dare un consiglio ad un collega che è all’inizio della sua carriera di medico, cosa suggerirebbe?

Di indirizzarsi subito su cosa le interessa.

Cosa fa nel tempo libero?

L’agricoltore.

Nuovi progetti per il futuro?

Al termine della mia attività lavorativa, vorrei dedicarmi al lavoro nei paesi in via di sviluppo.

Secondo lei, in che modo il web può aiutare il medico nella sua professione?

Il web ben utilizzato potrebbe divenire una fonte di informazioni utili, purtroppo non esiste un organismo di controllo di quanto pubblicato e questo genera non pochi problemi ai medici, in quanto vengono diffuse conoscenze non corrispondenti alle realtà che il paziente non può e non sa discriminare e naturalmente adatta a quello che, inconsciamente, ritiene più giusto per lui.