Il dott. Riccardo D’Ambrosi è Medico Chirurgo, Specialista in Ortopedia e, attualmente, esercita la sua professione a Milano e Lodi.

Allo scopo di conoscerlo meglio e presentarlo agli utenti di iDoctors, gli abbiamo rivolto qualche domanda.

Quando ha deciso di fare l’ortopedico?

Sono nato in una famiglia di medici che mi ha trasmesso la passione per la medicina e soprattutto l’attenzione verso il paziente. La vocazione per l’ortopedia è emersa durante il corso di studi e si è rafforzata negli anni.

Quali sono gli aspetti del suo lavoro che apprezza di più e che trova più interessanti o quali le danno maggiori soddisfazioni?

Sicuramente l’aspetto che da più soddisfazione è la felicità e la guarigione del paziente. Constatare che i propri sforzi, in termini di studio costante, ascolto del paziente e supporto chirurgico portino un effettivo miglioramento nella vita del paziente è qualcosa di incredibile. Uno degli aspetti che più apprezzo ma che spesso viene sottovalutato invece è la parte di ricerca che consente di migliorare le tecniche e i risultati e pone le basi per nuovi traguardi della medicina.

Quale ritiene sia l’aspetto più duro del suo lavoro?

Purtroppo la chirurgia non è risolutiva di tutti i casi clinici. L’aspetto più duro è quando attraverso la chirurgia o il trattamento non è possibile arrivare risoluzione completa del caso clinico come sperato dal paziente. È difficile per il paziente da accettare ed è difficile per il medico, sia da un punto di vista professionale che umano.

Se non avesse fatto il medico cosa avrebbe fatto?

Credo avrei studiato matematica.

Ripensandoci oggi, qual è l’errore che all’inizio della carriera avrebbe voluto evitare?

Gli errori aiutano a crescere e a farci migliorare, quindi anche gli errori sono fondamentali nel nostro percorso.

All’inizio della carriera ha mai pensato di cambiare, oppure di non farcela?

Non ho mai pensato di cambiare, e non ho mai pensato di non farcela. Ho attraversato momenti di difficoltà – questo sì – ma ho sempre cercato di affrontarli con fiducia. Il percorso professionale di un medico presenta numerosi ostacoli a volte difficili da affrontare ma è necessaria la perseveranza.

C’è stata una persona o un episodio determinante nella sua formazione professionale?

Nella mia formazione è stata determinante la mia famiglia, composta da medici (papà chirurgo e fratello ginecologo) che mi hanno trasmetto l’amore verso questa professione.

Se dovesse dare un consiglio ad un collega che è all’inizio della sua carriera di medico, cosa suggerirebbe?

Di seguire le proprie passioni, non arrendersi davanti alle prime difficolta e soprattutto nella chirurgia è fondamentale ripetere un gesto mille e altre mille volte per farlo diventare il più perfetto possibile.

Nella sua esperienza le è capitato spesso di dover risolvere problemi legati a disinformazione in campo medico? Ci racconti il caso che ricorda di più.

Con internet i pazienti sono diventati ormai informatissimi su tutte le patologie, a volte però le notizie che vengono riportate non sono del tutto realistiche. Per questo è importante la nostra professionalità soprattutto nello spiegare le situazioni cliniche e le possibili opzioni terapeutiche.

Può raccontarci una storia significativa che le è capitata durante la sua carriera professionale?

Proprio di recente mi sono imbattuto nel caso di un ragazzo affetto da esostosi (una sporgenza ossea) all’anca, un caso raro, mai riscontrato prima nella mia esperienza. Questa esostosi causava dolore ed impossibilita al movimento. Ho deciso di procedere alla rimozione, nonostante altri medici non l’avessero ritenuto opportuno, ed oggi il paziente è tornato a lavorare ed avere una vita normale, ringraziandomi sempre per il mio coraggio e la mia dedizione nei confronti del suo caso.

Nuovi progetti per il futuro?

Sono stato selezionato come rappresentante della SIGASCOT (Società Italiana del Ginocchio, Artroscopia, Sport, Cartilagine e Tecnologie Ortopediche) per la European Fellowship Arthroscopy 2019, riservata ai chirurghi under 40 dediti alla chirurgia artroscopica e alla ricerca scientifica. Questa fellowship viene organizzata ogni anno dalla SIGACOT insieme ad altre società internazionali (AGA, AEA, SFA, SPAT, ESSKA), e prevede che i fellow visitino i migliori Centri Europei di chirurgia artroscopica e Sports medicine per imparare e confrontarsi con realtà nuove. Quest’occasione mi permetterà di ampliare le mie conoscenze e di confrontarmi con coloro che hanno una lunga e riconosciuta esperienza clinica e scientifica internazionale. La fellowship del 2019 comincerà il 22 settembre ad Hannover, dopodiché prevedrà numerose tappe tra cui Amburgo, Lione, Barcellona, Braga, Brescia e Bologna, per terminare a Larissa in Grecia.

In cosa il web potrebbe essere d’aiuto al medico (che non esista già)?

Il web si sta già proponendo come uno strumento utile nell’aiutare il medico ed il paziente, a partire dalle prenotazioni online fino alla divulgazione di informazioni scientifiche. Proprio riguardo alle informazioni servirebbe un filtro maggiore, magari portato avanti da noi professionisti al fine di garantire notizie quanto più possibile corrette.