Il dott. Pietro Brignardello è Medico Chirurgo, Specialista in Neurochirurgia e, attualmente, esercita la sua professione a Roma e Milano.

Allo scopo di conoscerlo meglio e presentarlo agli utenti di iDoctors, gli abbiamo rivolto qualche domanda.

Quando ha deciso di fare il neurochirurgo?

Gia? nei primi anni dell’Universita? ero interessato allo studio del sistema nervoso. Durante un internato in Chirurgia Generale mi sono avvicinato al ramo chirurgico ed e? stato quindi naturale indirizzarmi verso la neurochirurgia, coniugando cosi? il mio interesse per il sistema nervoso con quello per la chirurgia.

 

Quali sono gli aspetti del suo lavoro che apprezza di più e che trova più interessanti o quali le danno maggiori soddisfazioni?

Mi piace il fatto che sia un lavoro che comprende in sè sia una componente teorica che manuale così come il fatto che sia sempre in evoluzione, stimolando a mantenersi aggiornato e ad imparare nuove tecniche per tutta la vita lavorativa.
La maggiore soddisfazione ovviamente arriva quando, dopo avere eseguito un intervento, si vede il miglioramento del paziente.

 

Quale ritiene sia l’aspetto più duro del suo lavoro?

Potrei forse rispondere il non avere orari precisi e l’essere sempre reperibile ma in realtà devo dire che questi aspetti del mio lavoro non mi hanno mai pesato particolarmente.

 

Se non avesse fatto il medico cosa avrebbe fatto?

In alternativa a Medicina avevo preso in considerazione una facoltà solo apparentemente molto diversa e cioè Filosofia. In realtà, a ben vedere, una con un approccio teorico e l’altra con un approccio pratico, si occupano entrambe di problemi legati all’essere umano.

 

All’inizio della carriera ha mai pensato di cambiare, oppure di non farcela?

No, sono sempre stato convinto della mia scelta.

 

Se dovesse dare un consiglio ad un collega che è all’inizio della sua carriera di medico, cosa suggerirebbe?

Di cercare di andare spesso, anche per brevi periodi, a visitare altri centri neurochirurgici all’estero. Trovo importante, all’inizio della propria formazione, andare a vedere come si lavora in realtà diverse per poi assimilarne gli aspetti migliori.

 

Quali sono i suoi hobby al di fuori del lavoro?

Mi piace leggere, viaggiare e fare sport.

 

Nella sua esperienza le è capitato spesso di dover risolvere problemi legati a disinformazione in campo medico? Ci racconti il caso che ricorda di più.

Attualmente i pazienti, grazie alle informazioni reperibili in internet, sono spesso bene informati sulla loro patologia e questo a mio avviso è un bene perchè facilita poi la comprensione da parte loro delle scelte terapeutiche che propongo.
Può capitare tuttavia ogni tanto di incontrare un paziente che, informatosi in siti non molto attendibili sul web, arrivi in ambulatorio già con una supposta diagnosi e già sicuro della terapia più adatta per lui. Normalmente però si riesce quasi sempre a fargli comprendere quale è la vera diagnosi e la scelta terapeutica più adatta al suo caso.