Il dott. Michele Grieco è Medico Chirurgo, Specialista in Chirurgia Generale e, attualmente, esercita la sua professione a Roma.

Allo scopo di conoscerlo meglio e presentarlo agli utenti di iDoctors, gli abbiamo rivolto qualche domanda.

Quando ha deciso di fare il chirurgo?

La mia decisione è stata presa di getto durante il terzo anno dei miei studi in Medicina. Mi è bastato entrare la prima volta in una sala operatoria come osservatore, per capire che quello era il posto giusto per me.

Quale ritiene sia l’aspetto più duro del suo lavoro?

Purtroppo, il lavoro del chirurgo è molto duro dal punto di vista sia mentale che fisico. La sala operatoria prevede un importante impegno fisico ed ha orari imprevedibili, a volte molto lunghi. Come diciamo sempre in ospedale “in sala operatoria sai quando entri ma non sai quando esci”.

Se non avesse fatto il medico cosa avrebbe fatto?

Sono un appassionato della cucina e della ristorazione, provenendo da una famiglia sempre impegnata nel campo della ristorazione ed alberghi. Probabilmente se non avessi fatto il chirurgo sarei finito dietro i fornelli. Comunque, sempre un lavoro manuale e di precisione!

All’inizio della carriera ha mai pensato di cambiare, oppure di non farcela?

Il corso di studi in medicina è molto lungo e la formazione del chirurgo aggiunge ulteriori 6 anni di studi. In un percorso lungo 12 anni i momenti di scoramento e frustrazione sono parecchi, ma con un obiettivo ben saldo in mente, con il sostegno di famiglia ed amici ed una buona forza di volontà si supera tutto.

C’è stata una persona o un episodio determinante nella sua formazione professionale?

Probabilmente le mie esperienze lavorative all’estero mi hanno permesso di conoscere mondi diversi dal nostro, imparare tecniche e modi di lavorare innovativi ed alternativi. Questo mi ha permesso di crescere tantissimo come chirurgo ed ha inciso sicuramente in modo sostanziale sul mio modo di lavorare attuale.

Se dovesse dare un consiglio ad un collega che è all’inizio della sua carriera di medico, cosa suggerirebbe?

Di pensare solamente alla cosa che più gli piace fare e perseguirla. È inutile pensare di scegliere una strada per motivi di convenienza, comodità o economici, l’unico modo che conosco per fare bene il proprio lavoro, soprattutto un lavoro delicato come quello del medico, è di fare la cosa che più ci piace.

Quali sono i suoi hobby/interessi/passioni al di fuori del lavoro?/Cosa fa nel tempo libero?

Le mie più grandi passioni sono i viaggi e la musica. Appena ho la possibilità mi piace girare ed esplorare il mondo nei suoi posti più sconosciuti ed impervi. Allo stesso modo, cerco sempre di ritagliarmi del tempo per suonare vari strumenti con gli amici.

Nuovi progetti per il futuro?

Credo che la ricerca scientifica sia fondamentale per la crescita personale e per l’espansione delle conoscenze della medicina a livello globale. Sono molto impegnato in progetti di ricerca sia italiani che internazionali. Spero di poter dare il mio contributo per offrire ai nostri pazienti sempre nuove possibilità di cura e sempre meno invasive o aggressive.