Il dott. Mattia Pizzi è Medico Chirurgo, Specialista in Chirurgia Generale e, attualmente, esercita la sua professione a Monza.

Allo scopo di conoscerlo meglio e presentarlo agli utenti di iDoctors, gli abbiamo rivolto qualche domanda.

Quando ha deciso di fare il chirurgo?

Il chirurgo non si decide di farlo, lo si sente già dentro in adolescenza/giovinezza.

Dopo la maturità invece che andare in vacanza con i miei compagni del liceo, durante la preparazione per il test d’ingresso in medicina, andavo già in sala operatoria come spettatore e/o ferrista. Quel tempo mi ha permesso di anticipare e rispettare una professione difficile, magica ed allo stesso tempo totalizzante.

Quali sono gli aspetti del suo lavoro che apprezza di più e che trova più interessanti o quali le danno maggiori soddisfazioni?

Salvare le vite delle persone nella chirurgia oncologica, cambiare e ridare la vita sociale e personale nella chirurgia bariatrica ed essere un punto di riferimento per i malesseri dei pazienti.

Quale ritiene sia l’aspetto più duro del suo lavoro?

Orari, ritmi, pressioni psicologiche ed aspettative di ogni singolo paziente.

Se non avesse fatto il chirurgo cosa avrebbe fatto? 

Il Chirurgo.

Ripensandoci oggi, qual è l’errore che all’inizio della carriera avrebbe voluto evitare?

Forse non aver fatto uno stage in ospedali internazionali.

All’inizio della carriera ha mai pensato di cambiare, oppure di non farcela? 

Cambiare mai. Di non farcela nemmeno ma la “gavetta” ai miei tempi per fare questo mestiere è stata davvero dura e selettiva.

 

C’è stata una persona o un episodio determinante nella sua formazione professionale? 

Molte amicizie ma pochi Chirurghi a cui sento il dover di dare il nome di Maestri.

Se dovesse dare un consiglio ad un collega che è all’inizio della sua carriera di medico, cosa suggerirebbe?

Segui il tuo istinto e le tue doti innate per poter essere sempre consapevole di ciò che fai.

Quali sono i suoi hobby/interessi/passioni al di fuori del lavoro?

Caccia, ciclismo, figli, buona cucina.

Nella sua esperienza le è capitato spesso di dover risolvere problemi legati a disinformazione in campo medico? Ci racconti il caso che ricorda di più.

Purtroppo oggi, anche nel campo medico, la presenza di internet e dei media obbliga il professionista a screditare l’informazione errata mediatica nel rispetto della scienza medica.

Nuovi progetti per il futuro?

Nuove tecniche, nuovi accorgimenti per essere sempre al passo con la tecnologia, la letteratura scientifica e le aspettative dei pazienti.

Secondo lei, in che modo il web può aiutare il medico nella sua professione? In cosa il web potrebbe essere d’aiuto al medico (che non esista già)?

Il web esattamente come la nostra piattaforma (iDoctors) deve sempre informare e rendere conscio il paziente dei professionisti dedicati alla risoluzione del problema clinico specifico.