Il dott. Giorgio Piola è Medico Chirurgo, Specialista in Psichiatria e Psicoterapeuta e, attualmente, esercita la sua professione a Milano.

Allo scopo di conoscerlo meglio e presentarlo agli utenti di iDoctors, gli abbiamo rivolto qualche domanda.

Quando ha deciso di fare lo psichiatra?

Molto presto. Frequentavo il liceo classico.

 

 

Quali sono gli aspetti del suo lavoro che apprezza di più e che trova più interessanti o quali le danno maggiori soddisfazioni?

Gratificazione di vedere le persone migliorare o guarire, le espressioni di riconoscenza.

 

Quale ritiene sia l’aspetto più duro del suo lavoro?

Accettare i limiti personali e quelli derivanti da una conoscenza ancora molto lacunosa del funzionamento mentale.

 

Se non avesse fatto il medico cosa avrebbe fatto?

L’antropologo o anche l’insegnante.

 

Ripensandoci oggi, qual è l’errore che all’inizio della carriera avrebbe voluto evitare?

L’allontanamento prematuro dall’ambiente universitario.

 

C’è stata una persona o un episodio determinante nella sua formazione professionale?

Più di una persona: Dario De Martis e Fausto Petrella, direttori della Scuola di specializzazione in psichiatria, Gianfranco Cecchin, uno dei fondatori del Centro Milanese di Terapia della famiglia, Marco Crosina, il miglior psichiatra che abbia mai conosciuto.

 

Se dovesse dare un consiglio ad un collega che è all’inizio della sua carriera di medico, cosa suggerirebbe?

Gli direi di impegnarsi molto nello studio e di frequentare da subito gli ambienti clinici di suo interesse.

 

Quali sono i suoi hobby/interessi/passioni al di fuori del lavoro?

Lettura, viaggi, cinema, informatica.

 

Può raccontarci una storia significativa che le è capitata durante la sua carriera professionale?

Di recente, una terapia in una sola seduta: una persona che soffriva da tempo di binge eating notturno, a cui ho prescritto un antidepressivo a basse dosi. Dopo due giorni, la compulsione ad alzarsi per mangiare è sparita. A distanza di un anno, non si è ripresentata. Un caso tipico che dimostra quanto conti l’effetto placebo.

 

Nuovi progetti per il futuro?

Approfondire lo studio delle terapie brevi per un verso, per un altro verso, seguire da vicino gli studi sul microbiota, che sarebbe all’origine di molte malattia, tra cui anche i disturbi mentali.

 

Secondo lei, in che modo il web può aiutare il medico nella sua professione?

Il web amplia lo spazio di ricerca, permette contatti a distanza, spunti di ogni tipo. Non credo che possa sostituire il contatto diretto con il paziente: la terapia online non mi convince.