Il dott. Antonello Forgione è Medico Chirurgo, Specialista in Chirurgia dell’Apparato Digerente ed Endoscopia Digestiva e, attualmente, esercita la sua professione a Milano.

Allo scopo di conoscerlo meglio e presentarlo agli utenti di iDoctors, gli abbiamo rivolto qualche domanda.

Quando ha deciso di fare il chirurgo?

Quando avevo 18 anni. Sono entrato per la prima volta in sala operatoria a 18 anni, appena iscritto a medicina, e da allora non ne sono più uscito!

Quali sono gli aspetti del suo lavoro che apprezza di più e che trova più interessanti o quali le danno maggiori soddisfazioni?

Poter aiutare le persona a stare bene o quanto meno a migliorare quanto più è possibile il loro stato di salute. La chirurgia in particolare poi fa vivere quella sensazione di “trasformare e plasmare” la salute del paziente. Una persona dapprima malata grazie al tuo intervento guarisce e molto spesso per sempre. E’ davvero la gratificazione più bella del mio lavoro.

Quale ritiene sia l’aspetto più duro del suo lavoro?

Non c’e’ spazio per gli errori!  Un intervento ben fatto non ammette alcun errore nè di indicazione, nè di esecuzione, nè di follow up.

Se non avesse fatto il medico cosa avrebbe fatto?

Il medico!

Ripensandoci oggi, qual è l’errore che all’inizio della carriera avrebbe voluto evitare?

Mi ritengo fortunato, ho sempre fatto quello che ho ritenuto opportuno in ogni momento della mia vita professionale.

All’inizio della carriera ha mai pensato di cambiare, oppure di non farcela?

Non ho mai pensato di cambiare. La carriera di un chirurgo è molto lunga e dura per cui sicuramente ho avuto qualche momento di difficoltà ma non ho mai mollato ed inoltre, per dare ulteriore slancio alla mia crescita professionale, al termine della mia specializzazione in Italia mi sono trasferito in Francia dove ho continuato a studiare e poi a lavorare per molti anni avendo anche la possibilità di viaggiare in giro per tutto il mondo per apprendere ed approfondire tecniche sempre nuove con l’obiettivo di offire trattamenti sempre migliori ai pazienti.

C’è stata una persona o un episodio determinante nella sua formazione professionale?

Ci sono tre persone, tre maestri, che hanno segnato la mia vita professionale e a cui sono fortemente legato e grato. A loro sono particolarmente grato non solo per gli insegnamenti tecnici ma per avermi dato la opportunità di studiare e sperimentare sempre nuove tecniche che migliorassero le esistenti. I loro insegnamenti ed i loro esempi sono per me fonte di ispirazione tutti i giorni.

Se dovesse dare un consiglio ad un collega che è all’inizio della sua carriera di medico, cosa suggerirebbe?

Studiare tanto, essere curiosi, sacrificarsi perchè la bellezza del nostro lavoro è completare un lavoro ben fatto anche se estenuante. i ringraziamenti dei pazienti e dei loro familiari sono una gratificazione incomparabile e inspiegabile.

Cosa fa nel tempo libero?

Con il passare degli anni e con l’aumentare degli impegni il tempo libero si riduce sempre più ma per me questo non è un problema. Io amo il mio lavoro che mi ha anche consentito di viaggiare davvero in tutto il mondo dall’Australia al Sud America conoscendo persone di ogni etnia, religione e cultura.

Comunque la mia passione più grande è sempre stata e resta andare in giro in motocicletta appena possibile.

Mi piace molto andare a teatro. Mi piace molto passeggiare in montagna ma allo stesso tempo trascorrere piacevoli e rilassanti giornate al mare. Leggo molto libri non di medicina perchè sono molto curioso per natura. Mi appassiona la tecnologia applicata al miglioramento della vita dell’uomo. Mi diletto a mia volta ad inventare nuove tecnologie per migliorare le cure dei pazienti.

Prima di iniziare la facoltà di medicina suonavo il pianoforte ed il violino che poi purtroppo ho abbandonato per dedicarmi alla medicina e alla chirurgia. spero sempre di riprendere a suonare.

Nella sua esperienza le è capitato spesso di dover risolvere problemi legati a disinformazione in campo medico? Ci racconti il caso che ricorda di più.

Di episodi ne ho avuti tanti ma non mi sono mai posto nei confronti del paziente con superiorità e/o arroganza professionale. Preferisco un paziente che si informa anche se male ma che poi si convince che quanto dico corrisponde ad una verità più logica e dettata dalle evidenze.

Noi medici, senza voler fare relativismo, dobbiamo avere l’onestà intellettuale di riconoscere che la scienza ufficiale diverse volte nella storia è stata ostacolo all’innovazione. Oggi, l’errore che a volte commettono alcuni pazienti è quello di confondere il ragionevole dubbio della scienza che tutti i medici onesti e preparati hanno con il relativismo scientifico e ancor peggio a credere di avere loro le certezze che i medici e la scienza ufficiale non hanno.

Parafrasando il grande Socrate: io so di non sapere.

Ecco anche coloro che credono di avere le “certezze” alternative alla medicina ufficiale dovrebbero sempre ricordarsi quello che la medicina ufficiale sperimenta ogni giorno e cioè che le certezze scientifiche lo sono fino alla prossima nuova dimostrazione.

Può raccontarci una storia significativa che le è capitata durante la sua carriera professionale?

Il giorno in cui andando a visitare in rianimazione una paziente di oltre 90 anni che avevo operato durante la notte di una brutta patologia molto complessa e complicata, la trovai seduta ad ascoltare musica classica perfettamente cosciente ed in perfetta forma. Un vero successo della medicina e della chirurgia. Una gioia vedere che la signora si riprese perfettamente tornando alla sua vita normale con i suoi cari.

Nuovi progetti per il futuro?

Vedere realizzato un nuovo dispositivo robotico miniaturizzato per eseguire la chirurgia senza lasciare cicatrici visibili soprannominato m.i.l.a.n.o robot. Operare senza lasciare cicatrici visibili, un traguardo incredibile e inimmaginabile per la chirurgia che con il dispositivo che ho inventato potrebbe diventare possibile per un gran numero di pazienti e per il trattamento di svariate patologie.

Il dott. Forgione con il Presidente Mattarella che, nel 2017, al Quirinale gli ha consegnato il prestigioso premio Leonardo per l’Invenzione del M.I.L.A.N.O. robot.

Secondo lei, in che modo il web può aiutare il medico nella sua professione?

Il web ha reso disponibili enormi quantità di informazioni. Il passo successivo sarà non soltanto informare ma formare, educare i pazienti in modo che il lavoro dei medici diventi più comprensibile e accettato dai pazienti anche quando i risultati non sono quelli che i pazienti si attendono.

Oggi vi è una percezione miracolistica e fantascientifica della medicina che purtroppo non corrisponde alla realtà. La medicina e la scienza hanno dei limiti, i medici hanno dei limiti. Il web dovrà educare la popolazione a comprendere meglio questi limiti e a supportare i ricercatori affinché possano lavorare per superare questi limiti senza alcuna illusione miracolistica. La ricerca, quella seria, è frutto di tanto serio e severo lavoro.