Il dott. Andrea Ruggieri è Medico Chirurgo, specilista in Radioterapia e Agopuntore e, attualmente, esercita la sua professione a Torino.

Allo scopo di conoscerlo meglio e presentarlo agli utenti di iDoctors, gli abbiamo rivolto qualche domanda.

Quando ha deciso di fare l’agopuntore?

Sono sempre stato affascinato dalla cultura orientale, ma il mio avvicinamento alla Medicina Tradizionale Cinese ed all’Agopuntura risale ai tempi della laurea in medicina; dopo l’abilitazione mi sono reso conto che gli studi “occidentali” non erano sufficienti, c’era qualcosa che mi sfuggiva, e che non poteva essere spiegato con ció che avevo studiato.

 

Quali sono gli aspetti del suo lavoro che apprezza di più e che trova più interessanti o quali le danno maggiori soddisfazioni?

Sicuramente il rapporto con il paziente, la stima e la fiducia, ed il vedere la soddisfazione quando si ottengono risultati, magari insperati. Ogni paziente ha la propria storia, le proprie disavventure, ed ovviamente se si rivolge al medico é perché sta cercando una via per risolvere i propri problemi, per attenuare i propri patimenti: nulla é piú appagante di salutare un paziente al termine di un trattamento di successo, e stringendogli una mano sentirsi dire “grazie dottore!”.

Quale ritiene sia l’aspetto più duro del suo lavoro?

Purtroppo gran parte dei pazienti che si rivolgono ad un agopuntore hanno storie complicate, ed hanno giá provato molti trattamenti e terapie differenti con scarso successo. Spesso quindi si tratta di casi difficili da affrontare, ed oltre all’agopuntura si deve anche avere un approccio psicologico.

All’inizio della carriera ha mai pensato di cambiare, oppure di non farcela?

L’ingresso nel mondo lavorativo é traumatico per tutti, e questo vale anche per i medici; io in particolare ho avuto il “battesimo del fuoco” a livello ospedaliero, in ambito oncologico: non nego che psicologicamente sia stato un periodo duro, ma mi ha fortificato, ed é una parte del percorso di vita e lavorativo che mi ha reso il medico che sono, e di cui vado orgoglioso.

C’è stata una persona o un episodio determinante nella sua formazione professionale?

I miei primi mentori, proprio nei reparti ospedalieri in cui ho lavorato: mi hanno aiutato a crescere, professionalmente e come persona. Due Anime illuminate, seppur profondamente diverse fra loro, che mi hanno indicato il cammino, ed accompagnato nei miei primi passi.

Se dovesse dare un consiglio ad un collega che è all’inizio della sua carriera di medico, cosa suggerirebbe?

Di inseguire le proprie passioni, e non il denaro; ho visto molti colleghi essere abbagliati dai primi soldi facili, che peró si sono poi persi lungo la strada, in mancanza dello stimolo, della passione, della spinta ad aggiornarsi, a studiare, a diventare ogni giorno un medico migliore.

Quali sono i suoi hobby/interessi/passioni al di fuori del lavoro?/Cosa fa nel tempo libero?

La famiglia al primo posto: mia figlia e mia moglie vengono prima di tutto, sono loro la mia passione! Poi amo fare e vivere lo sport, fosse anche solo mettermi un paio di scarpe da ginnastica ed andare a farmi una corsetta in mezzo alla natura.

Nella sua esperienza le è capitato spesso di dover risolvere problemi legati a disinformazione in campo medico? Ci racconti il caso che ricorda di più.

Purtroppo da agopuntore ci si imbatte spesso nell’ignoranza, intesa nel senso piú specifico del termine: é una pratica medica ancora troppo poco conosciuta, e che io come i miei colleghi stiamo faticosamente cercando di sgrossare da quel velo di mistero che la circonda. Mi capita fin troppo spesso di pronunciare frasi tipo “guardi che non siamo nel campo del se non ci credi non funziona”, ma é anche estremamente stimolante vedere come l’interesse cresce quando si racconta la storia dell’agopuntura, dalle leggende iniziali fino ai risultati e dimostrazioni scientifiche ottenute.

Può raccontarci una storia significativa che le è capitata durante la sua carriera professionale?
Il mio primo paziente da agopuntore: un ragazzo giovane, affetto da sclerosi multipla. Nel suo caso l’agopuntura non poteva farlo guarire, al massimo dagli qualche piccolo miglioramento nella flessibilitá muscolare, ma ha fatto comunque un piccolo miracolo: dopo anni di blocchi psicologici e di rabbia repressa a causa della malattia, dopo poche sedute vidi comparire una lacrima sul suo volto. Scoprii poi piú tardi che erano 5 anni che non piangeva. Non scorderó mai quei momenti.

Nuovi progetti per il futuro?
Sicuramente migliorarmi ulteriormente. L’agopuntura stessa in particolare, pur essendo pratica millenaria, ha ancora margini di miglioramento: per esempio, personalmente sto sviluppando con successo l’utilizzo estetico, per perdere peso e migliorare il metabolismo, ma anche per appianare le rughe, migliorare l’acne, trattare la cellulite.

Secondo lei, in che modo il web può aiutare il medico nella sua professione? In cosa il web potrebbe essere d’aiuto al medico (che non esista già)?

Ormai i pazienti cercano le informazioni su internet, dove si trova di tutto e di piú, sia sulle patologie ed i sintomi, sia sui professionisti cui si vuole rivolgere. Il medico sul web e di persona deve saper e poter correggere e filtrare queste informazioni, ma anche essere pronto ad adeguarsi al mondo che cambia. La comunicazione stessa si sta modificando, tutto viaggia alla velocitá della luce. Il medico dovrá essere bravo a sfruttare questa rapiditá, cercando di non perdere il tocco umano, il rapporto personale, l’empatia, e tutte quelle caratteristiche che ci distinguono dalle macchine.