Il dott. Mario Nicolosi è Medico Chirurgo, Specialista in Endocrinologia e Malattie del Ricambio e, attualmente, esercita la sua professione a Torino.

Allo scopo di conoscerlo meglio e presentarlo agli utenti di iDoctors, gli abbiamo rivolto qualche domanda.

Quando ha deciso di fare l’endocrinologo?

Direi quando, verso il quarto anno di studi universitari in medicina, ho conosciuto questa affascinante branca della Medicina interna che mi ha colpito molto per la possibilità di comprendere, attraverso i meccanismi ormonali, tutto il funzionamento del nostro corpo.

Quali sono gli aspetti del suo lavoro che apprezza di più e che trova più interessanti o quali le danno maggiori soddisfazioni?

Indubbiamente la maggior soddisfazione viene dal vedere che un paziente, inizialmente magari un po’ timoroso per i suoi problemi, termina la visita tranquillizzato rispetto alla sua eventuale patologia e se ne va più sereno, consapevole che almeno parte dei problemi sono stati affrontati e spesso risolti!

Quale ritiene sia l’aspetto più duro del suo lavoro?

L’aver a che fare con altri esseri umani, con soggetti che si affidano più o meno completamente alla mia professionalità e verso i quali devo esprimere al massimo le mie capacità mediche e la mia attenzione.

Se non avesse fatto il medico cosa avrebbe fatto?

Sono tuttora affascinato da altre scienze, più rigorose, in particolare la chimica. Ai tempi sono stato in dubbio se iscrivermi a questa facoltà, pensando poi di svolgere in particolare attività di laboratorio. Ma sono contento delle scelte effettuate.

Ripensandoci oggi, qual è l’errore che all’inizio della carriera avrebbe voluto evitare?

Non me ne vengono in mente di specifici ma di certo, soprattutto all’inizio, forte di studi ma povero di pratica medica quotidiana ho commesso errori di diagnosi che tuttavia non mi risulta siano mai stati gravi.

All’inizio della carriera ha mai pensato di cambiare, oppure di non farcela?

No, certamente no anche perché è insito nel mio carattere il “farcela sempre ad ogni costo” in qualunque cosa io mi impegni.

C’è stata una persona o un episodio determinante nella sua formazione professionale?

Sicuramente, in particolare mi piace ricordare i colleghi endocrinologi più anziani che mi hanno insegnato ad affrontare in maniera corretta le problematiche cliniche dei pazienti, avendone io solo conoscenza teorica.

Se dovesse dare un consiglio ad un collega che è all’inizio della sua carriera di medico, cosa suggerirebbe?

Di studiare sempre, di affrontare ogni situazione clinica cercando di dare il meglio di sé sapendo che aver a che fare con esseri umani e poterli aiutare implica molta responsabilità e può dare, anzi da sempre molte soddisfazioni

Quali sono i suoi hobby/interessi/passioni al di fuori del lavoro?

Mi piace leggere, mi interesso molto di tutto ciò che è tecnologia anche proiettata nel futuro, vado appena posso a camminare in montagna con altre persone con cui ho già socializzato o posso conoscere sul momento.

Nella sua esperienza le è capitato spesso di dover risolvere problemi legati a disinformazione in campo medico? Ci racconti il caso che ricorda di più.

Spesso non saprei, però capita eccome. E non è solo il paziente che ha letto su internet la presunta diagnosi fatta col dottor Google e Wikipedia, si tratta anche di frequenti auto somministrazioni di integratori, in genere non dannose ma talora invece si, di induzione di richieste improprie provenienti da un sacco di canali non medici che spesso illudono i pazienti che la medicina sia infallibile e possa risolvere ogni problema!

Può raccontarci una storia significativa che le è capitata durante la sua carriera professionale?

Onestamente no, perché me ne verrebbero in mente tante, sia in senso positivo, di successo, di diagnosi fatta che ha aiutato il paziente liberandolo da problemi che non pensava di poter risolvere, sia in senso negativo, di pazienti che non hanno ahimé ottenuto risultati o peggio hanno ricevuto diagnosi senza speranza…diciamo pure che ogni giorno, ogni singolo caso è una storia che si sviluppa e merita ogni attenzione.

Nuovi progetti per il futuro?

In questo momento no, cerco solo di continuare a svolgere al meglio la mia professione. Da fan della tecnologia, anche in campo medico, attendo nuovi strumenti a portata di ambulatorio capaci di aiutarci quotidianamente nella diagnosi.

Secondo lei, in che modo il web può aiutare il medico nella sua professione?

Di certo poter avere aggiornamenti in tempo reale, collegamenti a tutte le più grandi banche dati, poter fare controlli a distanza dei parametri vitali dei pazienti che svolgono la loro vita quotidiana nel proprio ambiente significa già molto. Il futuro è vicino, andiamogli incontro!