I più recenti studi hanno dimostrato che, durante la gravidanza, il cervello della gestante subisce alcune modifiche significative da un punto di vista strutturale e funzionale necessarie a mantenere un ottimale equilibrio psico-fisico nei rapporti tra mamma e nascituro. Se non avvengono tali modificazioni, si sviluppano o si aggravano alcuni disturbi psichici insorti durante la gravidanza stessa o preesistenti.

L’incapacità o l’impossibilità per la mamma di stabilire un forte legame con il feto può tradursi in disturbi psichici durante l’infanzia e l’adolescenza come anche nella mamma. Quando tali disturbi si hanno nella mamma si ricorre a terapie farmacologiche ritenute essenziali ed efficaci per il recupero funzionale del cervello con conseguenti ricadute positive sul figlio.

A lungo la gravidanza è stata considerata una condizione favorevole alla salute mentale della donna. Tutto ciò è stato smentito dall’evidenza provata dalla labilità emotiva, e dall’alterazione dell’umore che rappresentano, per le donne che hanno sofferto di disturbi psichici, un periodo di rischio di eventuali riacutizzazioni o di insorgenza del primo episodio di ansia e depressione.

Quando il test di gravidanza risulta positivo, la donna prova in genere sentimenti contrastanti di felicità, ma anche di preoccupazione per ciò che l’attende e per i futuri cambiamenti di vita. La donna potrebbe inoltre temere che alcuni dei suoi comportamenti possano nuocere il bimbo o infine le gestante sono preoccupate che il bimbo possa non nascere sano.

Quante donne soffrono di disturbi psichici?

I disturbi che si riscontrano più di frequente sono quelli dovuti ad ansia, attacchi di panico, fobie, disturbo ossessivo o compulsivo. Si aggiungono gli effetti causati dalla depressione come disturbo bipolare e depressione reattiva.

Questa sintomatologia dà disturbi che sono definiti ansiosi-depressivi e la frequenza varia tra il 10% e il 20% con manifestazioni di diversa gravità. Meno frequenti in gravidanza sono i disturbi psicotici o psicosi caratterizzate da sintomi quali deliri ed allucinazioni; altre condizioni psicotiche sono gli episodi di eccitamento del tono dell’umore che caratterizzano la fase maniacale del disturbo bipolare. Non così rari in gravidanza i casi di anoressia o bulimia ossia disturbi alimentari.

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Come si riconoscono i sintomi di un disturbo depressivo in gravidanza?

Le cause che generano disturbi psichici in gravidanza sono più frequentemente rappresentati da tristezza, stanchezza, facile tendenza al pianto, preoccupazioni eccessive, disturbi del sonno, pensieri negativi sull’evoluzione della gravidanza e su come allevare il nascituro appena viene al mondo.

Oltre a questi sono stati identificati una serie di fattori di rischio che possono scatenare uno stato depressivo: gravidanza indesiderata, mancanza del supporto economico per il suo mantenimento, condizioni di vita stressante.

Una donna con disturbi psichici può affrontare una gravidanza?

La risposta è sì. Ma ci sono dei ma. Il disturbo bipolare è un disturbo del tono dell’umore rappresentato da episodi depressivi e di eccitamento, intervallati da periodi di relativo benessere. L’alternarsi degli episodi è imprevedibile come anche la durata degli episodi di benessere.

Durante la gravidanza, la donna affetta da un disturbo bipolare che ha interrotto la terapia, andrebbe informata del rischio elevato di ricadute. È preferibile tenere sotto controllo le terapia per la gestione del cambiamento di umore o meglio che la gestante si rechi oltre che dal ginecologo anche in centri specializzati a risolvere questi disturbi, in quanto gli psicofarmaci non sono indicati per gli effetti collaterali e i rischi sulla donna e sul feto.

Non esistono controindicazioni nel programmare una gravidanza, purché la coppia ricevi le informazioni corrette che permettono di essere consapevoli dei pro e dei contro in gravidanza e post-gravidanza e a condizione che le terapie siano condivise tra specialisti e paziente.

Gli attacchi di panico che provocano palpitazioni, senso di fame d’aria, oppressione toracica, sono di breve durata e si risolvono spontaneamente per poi ripresentarsi nel tempo. Al contrario, l’ansia permane tutto il giorno e non permette di condurre una normale vita di relazione.

Anche l’ossessione o i disturbi compulsivi possono manifestarsi più di una volta e capita che le gestanti si lavino spesso le mani e controllino più volte gli interruttori della luce e del gas.

Cosa succede alla mamma o al nascituro quando i disturbi psichici non sono trattati?

Una gestante ansiosa o depressa può non ascoltare completamente il ginecologo, può alimentarsi in modo scorretto e fare uso di alcol o assumere comportamenti molto più pericolosi.

Di conseguenza, va detto che vi sono trattamenti di tipo psicologico e farmacologico nonché suggerimenti comportamentali da dare. Nel caso in cui quest’ultima non venga seguita, va raccomandato il supporto psicologico con l’integrazione dei farmaci se i disturbi sono più gravi.

Il vostro ginecologo e il vostro psichiatra o neurologo sapranno indirizzarvi nella scelta dei farmaci per i singoli disturbi per evitare conseguenze sul figlio. Gli antidepressivi triciclici, inibitori che controllino l’effetto della serotonina da noi prodotta. Quanto agli antipsicotici, non si possono trarre per ora conclusioni sufficienti e tali che si possano conoscere gli effetti nelle donne in gravidanza.

Ci sono poi i farmaci usati per stabilizzare l’umore come il litio o il sodio, ma sono controindicati in gravidanza.

Esistono alcuni rimedi naturali basati su un insieme di erbe ed in particolare l’erba di s. Giovanni. Quanto queste siano efficaci non è dato saperlo e differisce da gestante a gestante.

Conclusione

In conclusione, le donne in gravidanza con disturbi psichici potranno diventare madri, ma dovranno recarsi dal ginecologo e dallo psicologo se non dallo psichiatra per evitare danni a se stesse e ai figli.

FONTE: Psicofarmaci e gravidanza a cura di C. Bellantuono ed altri