Cosa significa allora DOC? Tra i tanti significati, DOC è l’acronimo con il quale si indica disturbo ossessivo-compulsivi.

Forse vi sarà più chiaro se vi spieghiamo cosa sono le ossessioni e le compulsioni. Con ossessioni si intende un insieme di pensieri e considerazioni che provocano ansia in chi le prova. Si potrebbero fare molti esempi partendo dall’ansia di essere contaminati da qualche germe o batterio, alla preoccupazione che qualcuno della famiglia possa avere una qualche malattia terminale o anche la paura di perdere qualcosa per mancanza di ordine o distrazione.

E le compulsioni? Si tratta di una forma di obblighi imposti a se stessi che comprendono il lavaggio delle mani o altre azioni, mosse da impellente necessità di farlo: ripetizione di frasi o parole, desiderio di inginocchiarsi a pregare, contare al fine di salvaguardare qualcuno o persino pensare di poter evitare la morte a qualcuno dei propri cari.

Quando nascono queste forme compulsive o ossessive?

Sembra che la fascia di età più colpita sia quella tra i 9 e gli 11 anni, età pre-adolescenziale. È stato calcolato che nei bambini è rarissima (- 2%) e negli adolescenti un po’ più frequente, poiché si colloca intorno al 5%.

Con il passare degli anni, i bambini o meglio i ragazzi provano paura nei confronti dello sporco, hanno i primi dubbi amletici riguardo la loro esistenza, riguardo alla sfera sessuale, ma soprattutto, temono di agire per l’ansia di dire o di fare qualcosa di errato.

I soggetti tentano di reagire a queste forme ma non sono capaci di affrontarle,  probabilmente, perché non sono perfettamente consapevoli di cosa possa essere. Gli adolescenti tuttavia tendono a mascherarle o si trattengono quando sono fuori o in casa; di conseguenza è difficile per genitori o insegnanti affrontare o riconoscere il problema.

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Quali comportamenti possono far pensare a forme di ossessione?

Ovviamente tutto dipende dalla forma di ossessione: se hanno paura di sporcarsi, sono pronti a lavarsi ripetutamente le mani per evitare di toccare altre parti del corpo; o al contrario mostrano contrarietà a fare la doccia, ad allacciarsi le scarpe o a toccarsi i capelli con il risultato di sembrare trascurati.

Se la loro ansia invade la sfera della sicurezza e della verifica, essi tendono a controllare più volte la chiusura di porte o finestre, degli apparecchi elettrici ed elettronici, delle spine elettriche o i compiti che devono consegnare ai professori o che svolgono a casa.

Diversa è poi la fissazione nei numeri o meglio l’ossessione superstiziosa relativamente ad alcuni numeri considerati fortunati o meno.

Un’altra compulsione riguarda la ripetizione: il bambino esce ed entra più volte dalla stessa porta, rilegge molte volte lo stesso testo, cancella e riscrive fino a che non si sente sicuro.

Continuando nell’esame delle compulsioni, troviamo quelle riguardanti l’ordine e la simmetria: tutto ciò che hanno intorno nella loro camera e nelle altre stanze di casa dovrebbe essere disposto in modo simmetrico ed armonioso, i libri non dovrebbero sporgere dagli scaffali, penne e matite nel portapenne, occhiali nelle custodie etc.

L’associazione di ossessione e compulsione può riscontrarsi sia nei bambini che negli adolescenti: esistono forme che influiscono sulla loro aggressività nel senso che per evitare di recare danno a se stessi, si fanno tagliare il cibo e nascondono tutto ciò che vedono di tagliente o pericoloso come punte affilate, lame, forbici, etc.

Quali fasi vive un bambino con disturbi ossessivo – compulsivi?

I bambini, che hanno un’età che va dai 2 agli 8 anni, non si rendono conto ovviamente dei loro impulsi, ossessioni e disturbi compulsivi, ma gli adulti ed in particolare i genitori e gli insegnanti dovrebbero iniziare a farsi qualche domanda in più, vedendo reazioni anomale o comportamenti poco consoni ad un bambino. Non avendo ancora completamente sviluppato l’abilità cognitiva, non è facile per adulto individuare queste forme di comportamento che potrebbero far pensare ad un futuro sviluppo di tali eventi, ma si potrebbero intravedere tracce notando alcuni riti nella gestione di alcuni oggetti usati mentre giocano (soldatini, macchinette, bambole, dispositivi elettronici, figurine, giornalini).

In età adolescenziale i ragazzi o le ragazze preferiscono fare attività sportiva, dedicarsi alla musica o imitare qualche personaggio famoso. Se mentre svolgono una gara, fanno esercizi ginnici o giocano una partita, reagiscono in modo incontrollato e difforme dalla norma bisognerebbe investigare le ragioni scatenanti (è un momento in cui vogliono trarre l’attenzione o è dovuto a qualche altra ragione?).

In altre parole, se l’ansia non scompare con il passare degli anni, il suo manifestarsi comporta depressione, isolamento ed accentua le forme di timidezza del ragazzo e dell’adulto perché viene a mancare il senso di sicurezza con dubbi amletici continui che tormentano la vita quotidiana.

Perché è difficile riconoscere il disturbo ossessivo compulsivo?

Le ragioni possono trovarsi nel fatto che i bambini non hanno la capacità di manifestarli e gli adolescenti parlano poco con i genitori o con gli insegnanti e non sempre si inseriscono nei gruppi dei loro coetanei; qualora abbiano relazioni con i coetanei, si comportano in modo passivo seguendo quello che fanno gli altri, parlano poco e vincono la paura le cui conseguenze sono acidità di stomaco, tremori, nausea e motilità intestinale quando sono a casa o da soli.

Un altro problema nasce dalla molteplicità del tipo di manifestazioni e nella variazione con il passare degli anni.

Quali sono i sintomi più frequenti?

Quando i bambini o i ragazzi sono a casa si potrebbero osservare alcuni comportamenti “spia”:

  1. Azioni fatte e rifatte (lavaggio delle mani e del viso, vestiti piegati e ripiegati, penne ed oggetti messi sempre a posto).
  2. Lungo tempo nello svolgere i compiti di scuola poiché sono portati a cancellare o a strappare quanto scritto nel foglio e nel quaderno.
  3. Tempo troppo lungo quando si è in bagno.
  4. Sapone e dentifricio consumati in tempi brevissimi.
  5. Lentezza nel preparare la cartella e nei preparativi che precedono l’uscita da casa per andare a scuola.
  6. Evitare alcune attività ritenute pericolose.
  7. Si danno risposte di disappunto con rabbia eccessiva se si viene rimproverati mentre si svolge uno dei riti preferiti (se un genitore lo esorta a non lavarsi troppo le mani o ad usare normalmente il coltello a tavola).
  8. La richiesta ripetuta ai genitori relativamente ai comportamenti fatti o no (ho chiuso il rubinetto? Ho chiuso le finestre e la porta di casa e simili).

Se a casa si può riscontrare tutto ciò o alcuni di questi sintomi, quali sono quelli più comuni quando sono a scuola?

  1. Problemi di attenzione e concentrazione.
  2. Riguardare più volte i compiti in classe o le verifiche.
  3. Quaderni pieni di correzioni, cancellature e strappi.
  4. Frequenti domande all’insegnante relativamente all’esito del proprio compito.
  5. Eccessivo bisogno di recarsi in bagno.
  6. L’esitazione nel prestare ad altri le proprie cose (libri, penne, quaderno).
  7. Scontrosità davanti al cancello di scuola prima di entrare.
  8. Rendimento scolastico poco brillante.
  9. Mancanza di autostima.
  10. Tendenza all’estrema riservatezza e solitudine.

Quali consigli potrebbero darsi alle famiglie?

Nonostante la comprensibile difficoltà iniziale, i genitori e i professori dovrebbero cercare di osservare i comportamenti dei figli o degli allievi per riuscire prima possibile a comprendere se vi sono anomalie comportamentali. Se si vuole ottimizzare l’osservazione è il caso di annotare qualche reazione inspiegabile nel corso della giornata e di tenere un diario aggiornato. In secondo luogo sarebbe opportuno non assecondare troppo i bambini e gli adolescenti comprando tutto in eccesso ed essere morigerati ed equilibrati nelle rassicurazioni. Cercare di non illudere troppo vostro figlio e di non dare ambiziose aspettative altrimenti in caso di insuccesso il problema depressivo e l’ insicurezza aumenterebbero. Infine i bambini o i ragazzi vanno incoraggiati e premiati ogni qual volta che ottengono un successo (un bel voto a scuola, una gara o una competizione in cui si riceve una medaglia).

Conclusioni

Osservate i vostri bambini! Aiutateli a crescere sani fisicamente e psicologicamente. I vostri specialisti vi aspettano per consigliarvi al meglio.

FONTE: www.istitutobeck.com