Con l’espressione “disturbi specifici dell’apprendimento” vengono indicate una serie di difficoltà scolastiche che tendono a venire fuori in bambini normalmente scolarizzati e senza particolari patologie neuromotorie o sensoriali. I disturbi possono riguardare la lettura, la scrittura, o, infine, il calcolo il primo è definito dislessia, il secondo, disortografia e il terzo discalculia. Non si esclude la possibilità vi sia una combinazione di questi disturbi.

Quanti bambini possono presentare tali difficoltà?

I disturbi dell’apprendimento sono piuttosto frequenti e si aggirano intorno al 20% nella prima elementare. Con gli anni il disturbo è raro tanto che la percentuale è di circa il 2-3%. Una statistica fra i 2 sessi ha dimostrato che il fenomeno prevale sui maschi rispetto alle femmine, infatti, la proporzione è di 4 a 1: 4 maschi ed 1 femmina.

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Quali tipologie esistono?

I difetti di apprendimento presentano dei sottogruppi: nel primo appartengono i difetti di apprendimento per ragioni legate ad un semplice ritardo e sono i disturbi di natura maturativa che si hanno generalmente in prima elementare: i bambini trovano una difficoltà ad apprendere i meccanismi preposti alle abilità linguistiche e logistiche: lettura, scrittura e calcolo.

Il secondo sottogruppo è invece rappresentato dalla situazione in cui il disturbo si prolunga negli anni successivi al 1 anno elementare.

Quali possono essere le cause?

Anche se andrebbe premesso che non è sempre facile rendersi conto delle cause, tuttavia si potrebbero individuare: familiarità (si riscontra un’alta incidenza nel ramo famigliare), fattori legati alla gravidanza o al parto (problemi di gestazione, traumi o altre difficoltà che possono aver influito sullo sviluppo cerebrale del bambino: prematurità nella nascita, asfissia neonatale, ittero prolungato) ed infine alterazioni a livello encefalico evidenziabili solo attraverso esami altamente sofisticati (RNM, PET etc) da effettuare nel caso non si appartenga agli altri due casi.

Tali dati indicano nel loro complesso un’evidenza di un’alterazione strutturale o funzionale di natura genetica o acquisita a carico delle strutture preposte all’acquisizione e all’automazione dei singoli apprendimenti.

La ricerca psicodinamica nega l’esistenza di un’organicità del difetto di apprendimento e ritiene unicamente che le ragioni siano di tipo psicogeno ovvero psichiche scatenate dai più diversi fattori a partire dallo stress. Si può aggiungere per spiegare meglio la posizione degli specialisti che le cause potrebbero essere di tipo ambientale come il senso di disagio o di malessere a scuola o in famiglia.

Per venire a conoscenza delle abilità linguistiche sono necessarie:

  • Memoria uditiva che consenta al bambino di riconoscere le lettere, le sillabe, gli accenti ed intere parole.
  • Memoria visiva o fotografica che permetta al bambino di ricordare e riconoscere i vari simboli matematici o di altro tipo +, -, x, :, <, =, >, [, \, }, {, ‰, ‘, “”, etc. etc. Ad ogni suono udito dovrebbe corrispondere l’immediato segnale che trasmette al cervello l’esatto simbolo o segno pronunciato dal maestro.

Quando i bambini imparano a leggere, involontariamente associano i simboli che vedono alle lettere alfabetiche. Si associano pertanto i fonemi ossia i suoni ad ogni segno grafico. Il passaggio successivo riguarda le lettere o le sillabe che permettono loro di identificare le parole.

Come si presenta il disturbo?

Il quadro clinico si manifesta con la comparsa nella scuola elementare di diversi fenomeni: dislessia ovvero hanno difficoltà nel distinguere lettere simili nella loro forma e gruppi sillabici n, m, en, b, d, i, l). Le lettere vengono omesse o invertite fino alla sostituzione e all’alterazione di intere parole che diventano incomprensibili.

La disortografia si verifica nel caso in cui il bambino non interpreta le parole in modo corretto e scrive commettendo errori di ortografia (spelling) durante il dettato in classe e nella composizione libera o tema in classe.

La discalculia è un disturbo nell’apprendimento dei principi base della matematica e nell’eseguire i semplici calcoli di somma o sottrazione.

Talvolta due o tutte e tre le disfunzioni possono trovarsi insieme a disturbare il bambino; esistono comunque esercizi che aiutano i bambini con tali deficit a recuperare.

Come si diagnostica?

Una volta che gli educatori scolastici o i maestri segnalano ai genitori i loro dubbi riguardo l’apprendimento dei loro bambini sarebbe opportuno recarsi dal pediatra, il quale a scopo precauzionale e per essere più sicuro nell’accertare il tipo di deficit, invierà il bambino ad effettuare una visita oculistica e una visita dall’otorino; in caso di dubbie cause di tipo neurologiche il bimbo potrebbe in un secondo tempo recarsi da un neurologo.

Ci sono poi altri esami specifici che potranno essere richiesti dai singoli specialisti; di solito l’analisi complessiva effettuata dal pediatra che leggerà i dati dai colleghi è sufficiente a capire; verranno suggerite le terapie più adeguate o un semplice sostegno e supporto psicologico: ci sono logopedisti ed altri specialisti preposti a far ritornare i bambini nella loro normalità.

Conclusioni

Il difetto di apprendimento esiste ma non preoccupa troppo. Di solito colpisce i bambini, che frequentano la prima elementare e si risolve nell’arco dell’anno scolastico; qualora persista gli educatori provvederanno a seguire i bambini fino alla risoluzione.

Le difficoltà possono essere singole o colpire in combinazione le une con le altre.

La cosa più importante che possiamo suggerire è quello di controllare il vostro bambino e di ascoltare quello che dicono i maestri o gli educatori a scuola. Prima il bambino è aiutato, più alte sono le probabilità di rivederlo nelle sue piene facoltà intellettive e cognitive.

FONTE: Neuropsichiatria infantile a cura di R. Militerni