Le creste di gallo, dette anche condilomi, rappresentano una delle più diffuse infezioni sessualmente trasmissibili nei paesi industrializzati.

Le cause delle creste di gallo possono essere molte, perlopiù attribuibili a un abbassamento delle difese immunitarie, soprattutto in gravidanza, e all’uso di cortisonici.

L’agente eziologico che le provoca è il Papilloma Virus (HPV), il quale infetta prevalentemente i genitali maschili e femminili. Questo virus, se associato ad altri fattori come ad esempio il fumo, può predisporre anche al cancro.

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Come classificare le creste di gallo

Tra i condilomi, la forma più comune è quella che ricorda un broccolo, ma tali escrescenze possono essere anche piatte o simili alla cresta di un gallo (da qui il nome). Quest’ultima è la forma più grave.

Le principali forme cliniche sono:

  • condilomatosi florida, conosciuta anche come creste di gallo;
  • microcondilomatosi, dal difficile trattamento;
  • condilomatosi “piatta” che riguarda soprattutto il collo dell’utero e che si diagnostica tramite il Pap-test o la colposcopia;

La condilomatosi florida è la più semplice da diagnosticare e consiste in piccole protuberanze carnose dalla consistenza molle che ricorda appunto la cresta di un gallo. Possono presentarsi sulla mucosa vaginale, più precisamente sulle grandi labbra, sulle piccole labbra, sul clitoride, sulla cute circostante o anche sull’ano e nel retto.

L’infezione da HPV sul collo dell’utero può essere sia di tipo “florida”, “microflorida” o “piatta” e richiede maggiori attenzioni in quanto il collo dell’utero è una regione ad alto rischio per lo sviluppo dei tumori. Non solo, il Papilloma virus è anche in grado di sviluppare il più serio tumore del cavo orale tramite l’infezione di questa regione, magari durante un rapporto orale.

Indipendentemente dalle dimensioni, comunque, le creste di gallo sono molto contagiose e rappresentano un serio pericolo per la salute, rientrando come patologia nella categoria delle malattie veneree. La trasmissione avviene per via sessuale e attraverso il semplice contatto con la pelle infetta: non è necessaria, quindi, la penetrazione.

Sintomi delle creste di gallo

La condilomatosi può essere totalmente asintomatica, ma quando le formazioni sono numerose è piuttosto comune avere del prurito.

La condilomatosi del collo dell’utero, invece, è sempre totalmente asintomatica.

L’autodiagnosi in genere ha luogo perché, lavandosi, si percepiscono al tatto rigonfiamenti simili a brufoli o bollicine cutanee.

Sia nell’uomo che nella donna, intorno ai genitali e/o all’ano, possono comparire escrescenze a superficie irregolare, isolate o raggruppate, di colore rosa o bruno e di dimensioni variabili. Possono inoltre svilupparsi anche attorno o dentro la bocca nelle persone immunodepresse (ad esempio persone affette da HIV).

Cura delle creste di gallo

Sostanzialmente, essendo delle verruche, le creste di gallo si possono bruciare, congelare o causticare chimicamente e nei casi più estesi la terapia d’elezione è quella chirurgica.

Il successo della terapia, tuttavia, è ovviamente legato alla capacità dell’organismo di raggiungere un’efficace competenza immunitaria, col fine di debellare definitivamente il virus. In altri termini è possibile che i condilomi tornino finché l’organismo non ha imparato bene a tenere a bada il virus.

La terapia dipende dalle dimensioni delle lesioni, dalla loro diffusione e dalla tipologia.

Si può scegliere anche la via farmacologica, non indicata però in gravidanza in quanto può essere messa a rischio la vita del feto. Esiste poi la crioterapia, l’elettroterapia e l’utilizzo del laser.

Una recidiva può avvenire nel 30% dei casi. Infatti, anche se si eliminano le creste di gallo, il virus dell’HPV può rimanere latente. Ecco perché non basta la bruciatura per definirsi “guariti” e credere, ad esempio, di poter avere rapporti non protetti!

Il virus deve, infatti, essere eliminato definitivamente dall’organismo attraverso le nostre difese immunitarie, e per farlo può impiegare anche mesi. 

La prevenzione

Le regole per un sesso sicuro sono sempre utili per azzerare qualsiasi rischio di contrarre questa infezione, valendo anche per malattie sessualmente trasmissibili ben più gravi (come l’HIV).

Ad ogni modo, la prevenzione attraverso rapporti sessuali protetti rimane l’arma principale, insieme alla vaccinazione HPV (che non riguarda tutti i tipi e sottotipi del virus ma comunque offre una copertura totale per le forme più pericolose).

È bene, infine, sottoporsi periodicamente a screening presso il proprio urologo o ginecologo per escludere qualsiasi rischio di contrarre queste malattie.

Fonte: www.medicinenet.com