HIV e AIDS, molti ne parlano come se si trattasse della stessa cosa senza conoscerne davvero le reali differenze.

L’HIV è il virus il cui acronimo significa Human Immunodeficiency Virus, virus dell’immunodeficienza umana. Si tratta quindi di un VIRUS, è questo che contagia le persone a causa di determinate azioni o cause.

L’AIDS invece è la vera e propria malattia o meglio la sindrome da immunodeficienza acquisita. La condizione di vera patologia è, quindi, l’AIDS, una forma aggressiva che distrugge il sistema immunitario dell’individuo.

Non si muore direttamente ne per l’HIV ne per l’AIDS, ma solo quando quest’ultimo è conclamato allora altri agenti patogeni, che non sarebbero in grado di colpire una persona sana, scatenano una serie di malattie, spesso non curabili.

La trasmissione del virus.

Da quanto detto sin qui si comprende come non si possa “contagiare” qualcuno con l’AIDS, perché si tratta di una sindrome scatenata da un virus: l’HIV, appunto. È proprio quest’ultimo che, al contrario dell’AIDS, viene trasmesso da persone sieropositive attraverso, soprattutto, lo scambio di liquidi fisiologici (sangue, sperma, liquidi vaginali).

I comportamenti più rischiosi sono quelli nei quali vi è questo “scambio”, di conseguenza i più comuni sono:

  • Rapporti sessuali non protetti.
  • Trasfusione di plasma infetto (via ematica).
  • Scambio di siringhe (via ematica).
  • Trasmissione del virus dalla madre al feto.

Negli ultimi anni, grazie alla maggior attenzione in campo sanitario il numero delle persone infettate per trasfusioni o in ambito ospedaliero è diminuita fortemente. Al contrario, anche a fronte di una forte campagna di sensibilizzazione, c’è stato un incremento dei malati per rapporti sessuali eterosessuali non protetti.

Preoccupante è anche il numero di donne che ogni hanno hanno si scoprono sieropositive.

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Come NON si trasmette il virus HIV.

Secondo le più importanti associazioni (LILA, ANLAIDS ONLUS e studi scientifici), non si conoscono casi di coinquilini che siano stati infettati da persone sieropositive all’HIV.

Si ha la tendenza a ghettizzare chi ne è affetto credendo che:

  1. Ci si possa infettare nelle azioni della vita comune, come il contatto a pelle.
  2. Chi ha l’HIV è per forza di cose una persona che ha fatto qualcosa di male, senza comprendere che una malattia non è mai una colpa, ma un fardello con cui convivere.

Il virus dell’HIV non si trasmette:

  • Nei più comuni atti giornalieri, ad eccezione del sesso non protetto.
  • Non è possibile trasmetterlo attraverso l’assunzione orale di cibi o bevande o qualsiasi altra sostanza.
  • Attraverso la saliva, o anche attraverso colpi di tosse o sternuti.
  • Neanche attraverso le punture delle zanzare che assorbono il sangue della persona sieropositiva. Infatti il virus viene digerito e neutralizzato dall’insetto stesso.
  • Non si trasmette neanche attraverso la saliva, quindi non si trasmette con i baci, ne con sudore, secrezioni nasali, urina o feci (non devono essere contaminate con sangue infetto).
  • Non si trasmette il virus, in nessun modo, ad esempio nei bagni pubblici, in piscina o nelle saune.
  • Non si trasmette scambiandosi un bicchiere o una bottiglia per bere o utilizzando stoviglie in comune.

L’HIV è un virus non molto resistente all’aria, la sua vita al di fuori del corpo umano è molto breve e non si trasmette per via aerea.

Si può guarire da AIDS e HIV?

Secondo la medicina tradizionale non si può eliminare il virus dell’HIV dal sangue. Quello che si può fare è somministrare dei cocktail di medicinali che inibiscono il virus stesso portandolo sotto il livello di rischio.

Una persona che ne fa uso può avere una prospettiva di vita di oltre i 35 anni, allo stato attuale della scienza medica.

Non esiste alcun vaccino o cura, questo deve essere un monito che permette alla persone di imparare e conoscere l’HIV per diminuire, o meglio azzerare, il rischio di contagio.

HIV_preservativo

Usare il preservativo riduce il rischio di contrarre l’HIV.

Comprendere che la forma più frequente di contagio del virus è quella sessuale. Durante un rapporto sessuale non protetto c’è un massimo scambio di fluidi corporei. I rischi aumentano se ci sono ferite nell’apparato genitale, nei rapporti violenti.

Per evitare, o almeno diminuire il rischio di contagio dell’HIV per via sessuale, gli esperti consigliano:

  • Astinenza.
  • Utilizzo del preservativo.
  • Rapporti non protetti con lo stesso partner dopo aver effettuato il test, in questo caso c’è un periodo in cui il virus è presente ma “latente” e non individuabile.

È chiaro come l’unico modo sicuro al 100% è, per ovvie ragioni, l’astinenza al sesso.

Il PrEP, per diminuire il rischio di contagio dell’HIV.

Una volta che una persona è stata infettata dal virus dell’HIV lo è per tutta la vita. Ad oggi non esistono cure o rimedi che possano “eliminarlo” dal malato. Negli Stati uniti è stato messo a punto il PrEP, una combinazione di farmaci antiretrovirali, che dovrebbero ridurre il rischio di contagio  nelle persone che hanno comportamenti particolarmente a rischio.

Questa profilassi pre-esposizione non può essere vista come la soluzione alla piaga dell’HIV che, nei Paesi occidentali, non uccide quasi più. Il vero dramma dell’AIDS è la sua trasmissione incontrollata nei Paesi del terzo mondo, Africa su tutti, in cui le medicine non riescono a giungere per ovvi motivi di costo.

Convivere con l’HIV.

Una persona che ha il virus dell’HIV non deve esse considerata “malata” in senso stretto e, soprattutto, pericolosa per salute pubblica. Come sostengono con assoluta certezza medici ed esperti i rischi di contagio sono circoscritti solo a determinati ambiti di comportamenti più  a rischio, non nella vita comune.

Se si dovesse avere qualche dubbio, derivante ad esempio da alcuni comportamenti che avrebbero potuto aumentare il rischio di contrarre il virus, è fondamentale fare il test per l’HIV. Si tratta di un semplice esame del sangue che nell’arco di pochi giorni darà i risultati e rivolgersi sia al medico di famiglia che ai vari centri specializzati.