É in qualche modo normale avere alcune paure, sopratutto quando si é bambini. Le paure più comuni sono quelle che coinvolgono animali come i serpenti, topi, ragni o pipistrelli, quella dell´altezza, di cadere e del buio. Ma il vero problema avviene quando questa paura dura nel tempo e influenza la vita della persona, costringendola a cambiare abitudini e comportamenti.

Questo é il caso della claustrofobia, una condizione medica molto comune, capace di scatenare delle sensazioni spiacevoli come paura, panico e agitazione (tanto mentale come fisica) in presenza di spazi molto ristretti e/o affollati come ascensori, camerini, metropolitane, sotterranei, ecc. In tutti i casi l´esposizione alla situazione temuta, o soltanto l´idea di affrontarla, può far scattare un intenso attacco di panico.

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I sintomi della claustrofobia

Le persone che soffrono di claustrofobia manifestano una sensazione di malessere generale (mentale e fisico) che risveglia paure come la solitudine, impotenza o vuoto. Può essere accompagnato da crisi di panico, senso di oppressione, mancanza d´aria, aumento del battito cardiaco, iperventilazione, sudorazione e sintomi gastrointestinali come nausea e vomito. Dipendendo della persona, la crisi può essere estremamente invalidante e condizionare il normale svolgimento dell´attività quotidiana.

La persona affetta dalla claustrofobia cercherà sempre di non ammettere il suo problema, inventando qualsiasi scusa per spiegare gli strani comportamenti in certe situazioni e luoghi.

É abbastanza comune che la persona pensi che la claustrofobia passerà da sola un giorno o al contrario, che non c´é ormai niente da fare per farla sparire.

Purtroppo la claustrofobia con il tempo diventa un’abitudine di vita. Per questo motivo, questa condizione mentale deve essere curata della forma giusta e non con trattamenti momentanei e scorretti.

L´individuo che soffre di claustrofobia può aver sviluppato soltanto un attacco di panico in passato, ma ciò é stato sufficiente per creare la fobia. Di conseguenza, la persona affetta eviterà tutte le situazioni simili che potrebbero far scatenare nuovamente questa fobia.

Le cause della claustrofobia

Le cause della claustrofobia non sono ancora ben definite. Attualmente ci sono delle ipotesi in corso, ma niente di certo comunque. Le possibili cause sarebbero:

  • Avere in famiglia una storia di claustrofobia. Quindi la patologia potrebbe dipendere da fattori genetici.
  • La presenza nel passato di un attacco di panico in un luogo ristretto può bastare per creare la fobia nel futuro della persona.
  • Avere subito un trauma emozionale o un evento traumatico come un incidente, una rapina, un dramma familiare nell´infanzia, ecc., che ha fatto temere per la propria vita o di una persona vicina.
  • Vivere una situazione sentimentale, esistenziale o professionale con molte pressioni e giudizi, dando l´impressione di non avere una via d´uscita.
  • Eventi importanti nella vita come decidere di andare a convivere o sposarsi, avere un figlio, cambiare di lavoro, incominciare nuovi progetti, ecc.

In tutti questi casi, il motivo della frustrazione, invece di essere indirizzato per risolvere la condizione che si sta vivendo o si é vissuta, si manifesta attraverso la paura dei luoghi ristretti e chiusi.

Come curare la claustrofobia

Il trattamento classico della claustrofobia, senza la presenza di altri disturbi psicologici, si basa in un approccio cognitivo-comportamentale. Questa terapia é progressiva, esponendo il paziente agli stimoli che danno origine alla sua fobia. Non tutti riescono a cimentarsi in questo genere di metodo perché deve essere praticato da veri professionisti, ma risulta comunque molto valido per combattere questa condizione.

Molto utili possono essere tecniche di rilassamento da applicare prima dell´apparizione della situazione claustrofobica, in modo che non avvenga l´ansia.

Quando si sta presentando il fattore scatenante della claustrofobia si consiglia di respirare in maniera lenta e profonda, focalizzare l´attenzione su pensieri positivi, chiudere gli occhi e visualizzare una situazione priva di stress. É importante tenere sempre in mente che la fobia scatenata é irrazionale e che non esiste nessun pericolo imminente.

L´uso di psicofarmaci ansiolitici e tranquillanti é suggerito in determinate situazioni, ma solo uno specialista é in grado di valutare se il paziente ha davvero bisogno di questi oppure no. Ricordiamo che l’uso di farmaci non risolve la causa del problema ma lavora solo sui sintomi specifici.

Fonte: www.verywellmind.com