Abbiamo intervistato il dottor Piero Collicelli, Medico Chirurgo specialista in Cardiologia, in occasione del terzo appuntamento con iDoctors Risponde.

Il dottore ha risposto in diretta sulla nostra pagina Facebook alle diverse domande dei nostri pazienti. Se sei interessato ai problemi di cardiologia leggi il testo dell’intervista.

 

Buonasera dott. Collicelli oggi 29 settembre si celebra la giornata mondiale del cuore per sensibilizzare tutti ad una corretta prevenzione che è l’unica arma contro le malattie cardiovascolari. Oggi quindi per il terzo appuntamento con iDoctors Risponde parliamo di cardiologia. Sono arrivate molte domande per lei e direi di iniziare subito.

DOTT. COLLICELLI: Sì.

Allora, la prima domanda arriva da Laura ma sono coinvolte anche Cristina e Maria Pia perché entrambe chiedono qualcosa sull’insufficienza mitralica e in tanti ci chiedono di che cosa si tratta, cosa devono o non devono fare e se può spiegare qualcosa in più in merito alle conseguenze del problema

DOTT. COLLICELLI: L’insufficienza mitralica ecco per capire di che cosa si tratta conviene fare un attimo un’introduzione su quello che è il cuore, il suo funzionamento. consideriamo che il cuore è una macchina meravigliosa una pompa elettromeccanica formata da 4 camere cardiache e 4 valvole. Insufficienza mitralica precisamente significa un rigurgito, una non perfetta chiusura della valvola che determina quindi un rigurgito del sangue dal ventricolo verso l’atrio; questo perché nel cuore sinistro abbiamo il ventricolo sinistro e l’atrio sinistro, nell’atrio sinistro arriva il sangue ossigenato dai polmoni e questo, attraverso la valvola mitrale va nel ventricolo sinistro che poi in un’altra fase cardiaca, contraendosi, spinge il sangue nella aorta che poi va ad ossigenare tutto il corpo. Quando in questa fase apre la valvola mitrale se la valvola mitrale non chiude bene abbiamo un rigurgito di sangue verso l’atrio e questo determina quello che viene chiamata insufficienza mitralica. L’insufficienza mitralica si chiama così perché è una valvola composta da 2 lembi valvolari e quindi richiama la mitra il cappello del vescovo mentre le altre valvole cardiache sono tutte formate da 3 lembi. L’importante è stabilire l’entità di questo rigurgito perché la maggior parte dei soffi, poi clinicamente si manifestano come un soffio cardiaco che si percepisce con l’auscultazione, l’entità del rigurgito determina l’importanza o meno di questa insufficienza mitralica.

La maggior parte dei soffi per fortuna sono funzionali fisiologici per esempio nei bambini, quasi tutti i bambini hanno un soffio perché il sangue è molto fluido e la contrattilità del cuore è vivace per cui il passaggio di sangue anche attraverso una valvola normale determina un soffio, così come nelle donne incinte che generalmente sono anemiche. Se invece il rigurgito è importante rientriamo nella patologia. Oggi per fortuna mentre i vecchi cardiologi facevano tutto con l’orecchio oggi abbiamo l’ecocardiografia color doppler che è un esame abbastanza rapido, economico e soprattutto innocuo perché si tratta di ultrasuoni e ci può far quantizzare l’entità del rigurgito e quindi capire se siamo di fronte ad una situazione a rischio o meno. Il discorso dei sintomi quando il soffio è molto importante è una pompa che sfiata per cui perde efficienza e quindi possiamo arrivare ad avere affanno e fino allo scompenso cardiaco invece nel caso di una valvola molto rovinata come per esempio possiamo avere in seguito ad effetti e fenomeni infettivi dopo miocarditi si può danneggiare fortemente la valvola possiamo arrivare addirittura a sostituire la valvola generalmente dicevo anche piccoli problemi valvolari possono dare dei sintomi. I problemi della valvola mitrale possono dare dei sintomi intanto del ritmo cardiaco, banali extrasistole per esempio o un po’ di tachicardia un po’ di dispnea però generalmente il problema diciamo non è grave la maggior parte dei soffi sono funzionali e fisiologici insomma.

Perfetto grazie mille allora continuiamo parlando di problemi di coagulazione. Katia ci chiede: salve Dottore durante uno screening per la poliabortività hanno riscontrato una mutazione genetica che portava problemi di coagulazione, ho preso la cardioaspirina e fatto iniezioni di Clexan inoltre soffro di colesterolo alto non alimentare, mio padre ha avuto 2 infarti detto ciò vorrei sapere se la cardioaspirina la devo prendere per tutta la vita. Grazie Katia.

DOTT. COLLICELLI: Beh in questo caso direi sicuramente di sì, la cardioaspirina è il primo provvedimento che si prende quello più semplice perché il problema di un aumento della coagulazione quindi aumenta il rischio trombotico noi sappiamo che la malattia trombotica cioè la formazione di coaguli che vanno ad ostruire le arterie è la prima causa in assoluto di morbilità e mortalità più dei tumori e degli incidenti stradali principalmente parliamo di ictus cerebrali e di infarti del miocardio quindi sicuramente in questo caso la cadioaspirina va proseguita a vita se non bisognerà passare ad anticoagulanti anche più importanti e poi vanno tenuti a bada tutti gli altri fattori di rischio ovviamente sulla familiarità non possiamo fare niente però sul colesterolo sui trigliceridi sulla glicemia sulla pressione sulle cattive abitudini alimentari sul fumo li bisogna agire sicuramente.

Grazie mille allora continuiamo parlando di miocardite a questo proposito Pina ci chiede: Buonasera Dottore, mio figlio di 25 anni, ha avuto 5 anni fa la miocardite ogni quando deve fare un eco al cuore? Ha la sindrome di Down. Grazie.

DOTT. COLLICELLI: La miocardite è una malattia infettiva quindi una volta passata una volta guarita può aver lasciato dei danni ma non è detto che si ripeta per cui è sufficiente fare dei controlli soprattutto elettrocardiografici, ecocardiografici e clinici per stare tranquilli.

Bene grazie. Dal live Facebook ci arrivano altre domande e quindi le porrei la domanda di Monica che chiede ultimamente mi viene spesso la tachicardia, devo preoccuparmi?

DOTT. COLLICELLI: Allora la tachicardia è un accelerazione del battito cardiaco che quindi può riconoscere origine di varia natura, la più semplice è uno stato ansioso, uno stato emotivo e quindi in quel caso non c’è da preoccuparsi sicuramente; altre cause di tachicardia, soprattutto nelle donne giovani io andrei sicuramente a controllare la tiroide perché spesso troviamo dei malfunzionamenti della tiroide in cuori sani per cui è sufficiente curare il sintomo cercare di fare una vita sana, di stare tranquilli e all’occorrenza chiaramente fare sempre dei controlli cardiologici per vedere se sarà necessaria una terapia. La terapia della tachicardia generalmente si fa con i betabloccanti quindi anche a piccole dosi che possono essere sufficienti oppure esistono dei farmaci anche più recenti come l’ivabradina che hanno il solo effetto di abbassare la frequenza cardiaca senza avere effetti collaterali di alcun tipo.

Ok perfetto grazie allora cambierei discorso parlando di difficoltà respiratorie legate magari all’ansia a questo proposito ci arrivano anche dei messaggi sul live di Facebook, ma partirei dalla domanda che ci è arrivata nei giorni scorsi: Carmelo ci chiede Dottore respiro male necessariamente ogni tanto devo necessariamente rompere l’aria, ho fatto tutti i controlli volevo sapere se devo attribuire tutto all’ansia come mi dice qualche medico o se devo fare qualche controllo cardiologico, tempo fa ho fatto dei controlli ma non mi risultava niente premetto che sono iperteso e che soffro anche di esofago da reflusso anche Fabiola ci dice che prende una pillola di bisoprololo da 1,25 ha battiti accelerati soffro d’ansia ed esofagite. Si deve preoccupare?

DOTT. COLLICELLI: Bisogna fare dei controlli del caso come dicevamo la tachicardia è un disturbo che può derivare da varie cose può essere patologica ma non necessariamente e quindi bisogna escludere problemi organici e patologici quindi sicuramente controllo cardiologico per il discorso dell’affanno, della diaspnea, disturbi respiratori, ed escludere problemi polmonari il reflusso gastroesofageo di cui parlava, non ricordo il nome della persona, però il reflusso gastroesofageo può dare parecchi fastidi perché praticamente i succhi gastrici possono risalire si può fare dell’aria nello stomaco che tende a salire e va a comprimere plessi nervosi, può dare dolori, può dare aritmia e dispnea quindi escludere problemi cardiologici e respiratori e valutare la situazione insomma.

Ok perfetto grazie continuerei parlando di brachicardia e di tachicardia, Mariangela ci chiede Caro Dottore ho il BPM di 35 e durante la notte 32 sono una sportiva e ho 45 anni quello che Le chiedo e se il BPM diminuirà ancora visto che 15 anni fa era solo a 42?

DOTT. COLLICELLI: Negli sportivi è normale una brachicardia sappiamo che Coppi aveva una frequenza bassissima e proprio per questo aveva grande resistenza, più ci si allena più il battito può scendere ora pure lì bisogna verificare eventualmente anche approfondendo con un esame holter che sarebbe una registrazione dell’elettrocardiogramma per le 24 ore, e quindi valutare la frequenza cardiaca notturna perché di notte c’è un ipertono vagale e quindi la frequenza tende a scendere più che di giorno quindi se è una brachicardia non necessariamente patologica se ci sono invece delle pause cardiache prolungate si può arrivare a mettere anche il pacemaker ma bisogna studiare sempre bene la situazione e verificare se siamo in condizioni di patologia o no. Nello sportivo la brachicardia è fisiologica.

Carmelo, a questo proposito, ci dice che soffre anche lui di tachicardia e all’inizio era causata da ipertiroidismo però adesso la tiroide va bene l’ha curata ma la tachicardia è rimasta ci sono giorni con le pulsazioni a 100 altre a 40 così ci dice. Voleva sapere se doveva fare una visita cardiologica e se può avere problemi con lo sport.

DOTT. COLLICELLI: Sicuramente deve fare una visita cardiologica. L’ipertiroidismo dà tachicardia e l’ipotiroidismo dà brachicardia, ora se si parla di frequenza così alta e poi così bassa, il discorso è abbastanza dubbio che la tiroide sia totalmente guarita questa è una cosa che mi lascia un po’ perplesso perché generalmente se c’è un ipertiroidismo che può essere curato non so adesso se fa dei farmaci questa persona, bisogna stare attenti per esempio ad escludere anche tiroiditi autoimmuni molto frequenti perché spesso noi abbiamo ormoni tiroidei normali e anticorpi alterati e gli anticorpi raramente  vengono prescritti dai medici per cui si hanno delle condizioni in cui si hanno dei disturbi del ritmo la persona ha un distiroidismo da tiroidite ma la diagnosi non viene fatta quindi in questi casi sottoporsi a controlli di ormoni tiroidei, degli anticorpi della tiroide, eventualmente un’ ecografia della tiroide e poi collateralmente controllare sempre il cuore.

Ok grazie cambiamo discorso parlando di extrasistole, Mariella ci chiede: Dottore buonasera soffro di extrasistole, battiti accelerati cuore in gola prendo Onderal da 40 mg, volevo sapere se lo devo prendere per sempre e cosa devo fare?

DOTT. COLLICELLI: Beh Inderal è un betabloccante sempre come il bisoprololo di cui parlavamo prima. L’extrasistole di per sé sono delle aritmie generalmente benigne che possono derivare anche da un momento di ansia se si fuma troppo se si prendono troppi caffè se c’è un momento di stanchezza se c’è un alterazione degli elettroliti quindi un calo del potassio o un alterazione del sodio; se invece le extrasistole sono molto numerose possono anche riconoscere un’origine patologica quindi anche qui sottoporsi ad una visita cardiologica, esami del sangue completi, eventualmente approfondire con elettrocardiogramma dinamico holter delle 24 ore, se occorre ci sono dei farmaci antiaritmici che eliminano il problema, però bisogna capire l’origine del problema, anche l’ansia stessa può essere una causa ecco.

Ok grazie. Parliamo di stent coronarici; Giovanni ci chiede, buonasera, mi hanno messo 5 stent coronarici e prendo le statine ma mi procurano mialgia mi potrebbe dire se ci sono farmaci alternativi? Grazie.

DOTT. COLLICELLI: Lo stent è un dispositivo che viene inserito dentro una coronaria che si era ristretta e che contribuisce a mantenerla dilatata e sullo stent si possono riformare dei trombi per cui è fondamentale a quel punto fare aggregazione con antiaggreganti piastrinici, quindi aspirina o ticodipina o clopidiogrel ecc, e tenere basso il colesterolo per questo vengono prescritte le statine se le statine danno dolori muscolari come spesso danno bisogna trovare un alternativa quindi l’ideale sarebbe dare il dosaggio maggiore tollerato senza avere le mialgie e poi associare eventualmente farmaci come le ezetimibe che si dà in associazione alle statine e che non danno danni muscolari, in alternativa si possono usare anche degli integratori, oggi, perché sono praticamente delle statine vegetali che danno meno disturbi di quelle tradizionali però l’importante è mantenere, dopo degli stent,il livello di colesterolo LDL sotto un livello di soglia che generalmente è di 70 mg. In qualche modo bisogna arrivarci ecco.

Ok la interrompo dicendole che gli utenti dal live la stanno ringraziando delle risposte intanto continuiamo parlando di cardiopatia ipertrofica. Rosario dice: salve Dottore volevo sapere se con una cardiomiopatia ipertrofica ostruttiva si può convivere, i farmaci per curarla sono all’avanguardia? Che tipo di farmaci? Ho scoperto l’ostruzione verso i 40 anni si stabilizza? Può crescere ancora? Che tipo di attività fisica si può fare? Una camminata può andar bene?

DOTT. COLLICELLI: La cardiomiopatia ipertrofica ostruttiva significa che le pareti, soprattutto del ventricolo sinistro, si ipertrofizzano si inspessiscono e quindi vanno a ridurre il volume della camera cardiaca, è una malattia generalmente di origine genetica, familiare se non è secondaria ad uno stato ipertensivo. Certo che si può convivere, i farmaci sono farmaci all’avanguardia, primi fra questi i betabloccanti, bisogna far lavorare il cuore bene, bisogna evitare stati ipertensivi che contribuiscono a peggiorare la situazione, un’attività fisica moderata è consigliata perché fa parte della cura per l’ipertensione e dell’ipertrofia cardiaca; in casi gravissimi si arriva al trapianto quando questa situazione è drammatica però và controllata la situazione monitorandola con un ecocardiogramma da fare ogni 6 mesi al massimo una volta l’anno seguirla e vedere come va insomma.

Ok grazie Annalisa ci chiede: Buongiorno Dottore quando è necessario un betabloccante?

DOTT. COLLICELLI: Il betabloccante è un farmaco di vecchia data, sono farmaci molto vecchi che però oggi presentano anche delle molecole più innovative che danno meno effetti collaterali; vengono chiamati betabloccanti in realtà non bloccano nulla, ma vanno ad inibire recettori su cui agiscono l’adrenalina e la noradrenalina quindi frenano quell’attività simpatica del sistema nervoso simpatico che va ad accelerare tutto. Il betabloccante rallenta la frequenza cardiaca e riduce la pressione. Sono farmaci miracolosi che allungano la vita, fanno risparmiare ossigeno al cuore e in piccole dosi sono molto utili in quelle forme di tachicardia che dicevamo sono utili nella cardiopatia ischemica, nell’ipertensione arteriosa quindi sono farmaci fondamentali da usare col fioretto a piccole dosi, quello che serve.

Ok grazie allora continuerei facendole un’altra domanda: Antonio ci dice cosa fare a proposito di cardiopalmo persistente, probabilmente dovuto da beanza cardiale, quando dopo i pasti la frequenza cardiaca arriva anche a 91 battiti al minuto.

DOTT. COLLICELLI: “Beanza cardiale” vuol dire una cattiva chiusura del cardias quindi un problema gastroesofageo intanto bisogna curare la patologia quindi proteggere le mucose  gastriche, favorire la peristalsi con i farmaci, fare una dieta attenta e il sintomo che riferisce il paziente che praticamente parla di tachicardia, di aritmia e disturbi respiratori sono legati alla patologia gastrica quindi curare la patologia gastrica eventualmente fare una terapia a livello cardiaco ma soprattutto grandi diete mangiare poco, fare piccoli pasti per prevenire il disturbo.

Perfetto e Giorgio ci fa una domanda sull’ipertensione in realtà è la moglie di Giorgio dal suo profilo che chiede: ho 53 anni sono ipertesa assumo giornalmente Triatec hct di 5mg più 25 mg., perché dopo un paio d’ore mi sento male le spiego i miei sintomi: mi gira la testa, mi tremano le gambe, mi sento come se avessi bevuto, non riesco cosa posso fare e cosa possa essere. Grazie.

DOTT. COLLICELLI: Beh se dopo l’assunzione del farmaco compaiono questi sintomi o il farmaco è eccessivo e abbassa troppo la pressione oppure c’è un intolleranza alla molecola quindi sicuramente provare a cambiare farmaco a dosarlo meglio e verificare se questi sintomi sono dovuti ad un abbassamento eccessivo della pressione quindi potrebbe essere utile o una misurazione della pressione durante gli attacchi oppure fare un monitoraggio ambulatoriale della pressione arteriosa, è un dispositivo che viene applicato sulla pelle che fa una misurazione ogni 10-15-20-30 minuti e ci da poi n grafico delle 24 h quindi capire se è legato al farmaco ed eventualmente cambiare terapia.

Ok benissimo, grazie mille per il suo tempo e per le sue risposte.

DOTT. COLLICELLI: Grazie a voi!

Salutiamo gli utenti, salutiamo Lei e diciamo a tutti di essere pronti con il prossimo appuntamento di iDoctors Risponde.

DOTT. COLLICELLI: Naturalmente se vogliono poi fare altre domande le possono inviare e gli risponderemo on line.

Assolutamente gli utenti saranno molto contenti. Grazie.

DOTT. COLLICELLI: Grazie a voi.