Se il bambino improvvisamente si presenta con una manifestazione acuta, quale la crisi anafilattica, immediatamente va individuata perché potrebbe risultare fatale. Le crisi anafilattiche sono caratterizzate da complicanze dovute a manifestazioni allergiche che coinvolgono oltre alla cute, l’apparato cardio circolatorio e le mucose con comparsa di tumefazioni sottocutanee.

È stato osservato che i casi nel mondo non sono poi così rari e che l’incidenza negli Stati Uniti è superiore a quella di altri stati: il rapporto in America si aggira circa a 40-50 casi su 10.000, mentre in Gran Bretagna ed in Europa del Nord meno di 10 su 10.000 ed infine in Italia 2-3 su 10.000.

Gli attacchi possono presentarsi a distanza di 3 ore estendibili dopo un primo attacco alle 24 ore.

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Cos’e’ lo shock anafilattico?

Il termine è di derivazione greca e viene tradotto in italiano con iper-protezione data dal sistema immunitario che provoca danni all’intero organismo.

Il contatto con gli antigeni sensibilizzanti provoca la liberazione di istamina, responsabile di una vasodilatazione generalizzata. Si accumula il sangue nelle zone periferiche e si sviluppano i sintomi che verranno descritti in seguito.

Le cause potrebbero essere diverse, ma di solito, i fenomeni sono dovuti ad allergie o intolleranze alimentari (anche solo al contatto nei casi di dermatite atopica), come ad esempio al latte, al pesce, alle uova, alle arachidi, ai noccioli e derivati, a vermi presenti in alcuni crostacei e molluschi di mare (gamberi, aragoste, cicale di mare, scampi), o ai farmaci; qualche volta potrebbero però comparire allergie alle punture di insetti o meglio al veleno inoculato nel loro pizzico, come quello di vespe, ragni o altri insetti. A questo proposito si può fare l’esempio di un faraone egizio, Menes, morto dopo un pizzico di un insetto.

Si possono ricordare più raramente casi di anafilassi per esercizi in palestra troppo stressanti e faticosi o infine l’anafilassi ad alcune sostanze contenute nei vaccini.

Quali sono i sintomi?

I sintomi sono riconoscibili attraverso una diagnosi clinica; il paziente o i genitori iniziano a descrivere cosa succede: prurito, problemi respiratori (spasmi bronchiali, tosse), sintomi a livello gastro-intestinale (coliche, vomito o episodi diarroici), pressione bassa, glottide con edema. Va precisato che non tutti si manifestano, ma, vi sono alcuni più evidenti e solo 2 o 3 sono sufficienti allo specialista per comprendere la patologia.

Talvolta per essere più sicuri dei sospetti, i pediatri prescrivono alcuni esami per controllare l’emocromo, le immunoglobuline e alcuni allergeni da ricercare nel sangue.

Se il problema è di tipo alimentare, ci sono test provocatori che si avvalgono di prove consistenti in un assaggio di determinate sostanze per studiare la reazione.

Vanno poi aggiunti i prick test cutanei per altri tipi di allergie (polvere, acari, pelo degli animali).

Qual è la terapia più’ seguita?

Considerando che questa dipende quasi sempre dalla sintomatologia e dalla finalità. È da valutare se si è davanti a casi acuti, a casi recidivanti. Nel primo caso, il farmaco più efficace è l’adrenalina da iniettare tramite una siringa di insulina 0,03mg per via intramuscolare; se vi sono più episodi e si tratta di bambini, esistono siringhe o auto iniettori già pronte.

Nel secondo caso, ovvero nelle crisi derivanti da punture di insetti, andrebbero seguiti alcuni comportamenti di emergenza prima dell’intervento del medico: va posto un laccio al di sopra della puntura, vengono alzate le gambe del bambino e, se, infine, il problema è di tipo respiratorio esistono alcuni spray contro l’asma che facilitano la respirazione.

Come farmaci si usano gli antistaminici ed i cortisonici per prevenire forme tardive.

L’unica forma preventiva è tenere lontano il più possibile il bambino dalle sostanze che provocano in lui allergie; la risposta agli allergeni si ha solo dopo aver eseguito test specifici di cui sopra.

Conclusioni

L’anafilassi è una forma allergica molto pericolosa alla quale bisogna fare attenzione perché può mettere i bambini in pericolo di vita.

Chi ha avuto figli con episodi di crisi anafilattiche, avranno sicuramente imparato loro malgrado, che sono indispensabili le siringhe auto iniettanti di adrenalina.

Coloro che non conoscono il problema, dovrebbero richiedere allo specialista il protocollo per intervenire in caso di emergenza prima dell’arrivo dell’ambulanza.

Pediatri e pneumologi saranno poi gli specialisti da interpellare in caso di forme che coinvolgono bronchi e polmoni.

FONTE: Anafilassi nella pratica quotidiana a cura di Battista Roberto Paolillo.