Da sempre la prevenzione è una delle armi più efficaci nella lotta contro il cancro. Ad uno stile di vita corretto e periodici esami di controllo, si piò associare l’uso di particolari farmaci: si parla in questi casi di farmacoprevenzione. Non stiamo parlando dell’ennesimo costosissimo farmaco, difficile da reperire, ma di una comunissima compressa che abbiamo tutti in casa: l’Aspirina salva-tutti!!!

 

Ci sono sostanze che hanno effetti dannosi e non funzionano sugli animali ma sono efficaci per l’uomo. Se ci si basasse solo sui test per animali non potremmo usarle. L’esempio è quello della comune aspirina: provoca malformazioni sugli embrioni in moltissimi animali ma sull’essere umano no.

Thomas Hartung

 

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Oltre il semplice mal di testa

Post _genL’acido acetilsalicilico, meglio noto con il nome commerciale di aspirina, non servirebbe solo a far passare l’influenza, ma potrebbe rivelarsi utile nella prevenzione di alcuni tipi di tumore. Ecco cosa emerge dalla vasta indagine condotta in 32 anni di ricerca da Yin Cao del Massachussetts General Hospital di Boston: l’insorgere della patologia, tra chi ha assunto regolarmente il farmaco per almeno 6 anni, è risultata più bassa del 7% per le donne e dell’15% per gli uomini.

“I dati suggeriscono che l’aspirina non solo previene la formazione dei tumori, ma ne riduce anche la mortalità”, ha dichiarato Cao.

La ricerca ha messo in relazione oltre 86 mila donne che facevano parte del Nurses health study (una delle più grandi indagini sui fattori di rischio per le malattie croniche nelle donne) tra il 1980 e il 2012; e più di 43mila uomini di una ricerca collegata, condotta tra il 1986 e il 2012. Nel corso di questo arco temporale circa 8.200 donne e 4.600 uomini sono morti di cancro.

Una ricerca solida con risultati attendibili?

Lo studio – presentato alla conferenza annuale dell’American Association for Cancer del Massachusetts General hospital e dell’Harvard Medical school – secondo gli esperti porterebbe prove piuttosto solide sulla bontà dell’aspirina nel ridurre la mortalità per alcune forme tumorali specifiche. Soprattutto considerando la vastità del campione indagato in ben 32 anni di indagine.

Anche ricerche italiane vengono a sostegno di questi risultati. Già impiegati nella prevenzione secondaria di malattie cardiovascolari (come infarto ed ictus), tra i diversi FANS disponibili sul mercato, solo l’aspirina e una molecola nota come sulindac racchiuderebbero un’azione protettiva contro il cancro.

Prevenire con l’aspirina: in quali i casi è più utile

Già l’anno scorso Us Preventive Services Task Force – gruppo indipendente di esperti sui servizi di prevenzione clinica – aveva affermato che l’assunzione regolare di una bassa dose di aspirina può prevenire il cancro e patologie cardiovascolari per gli adulti tra i 50 e i 69 anni, la fascia di età che presenta i rischi più alti di contrarre queste patologie.

Quali i casi che meglio hanno risposto al trattamento preventivo con l’aspirina? Le evidenze maggiori sono emerse nei seguenti casi:

  •  tumore del colon-retto: esistono numerosi riscontri scientifici relativi all’uso costante dei cosiddetti FANS (farmaci antinfiammatori non steroidei) di cui l’aspirina è uno dei capostipiti. Per questa patologia, l’assunzione di acido acetilsalicilico ha ridotto le probabilità di morte del 31% tra le donne e del 30% tra gli uomini;
  • tumore al seno: per le donne la mortalità è risultata più bassa del 7% a fronte di un consumo regolare di aspirina;
  • tumore della prostata: Per il cancro della prostata gli uomini hanno visto una diminuzione della loro mortalità addirittura del 23%.

Ma anche altre forme oncologiche potrebbero trarre beneficio da questa particolare modalità di prevenzione, anche se con percentuali di risposta meno significative rispetto ai casi sopra elencati. Tra i principali candidati troviamo:

  • tumore del polmone
  • tumore dello stomaco
  • tumore dell’esofago

L’arco temporale minimo di assunzione del farmaco associato ad una diminuzione della mortalità è  stato di 6 anni. Effetti positivi anche sulla riduzione del tasso di mortalità dovuta a patologie associate all’obesità.

Una terapia per tutti?

Tuttavia, nonostante i benefici portati dal trattamento preventivo a base di aspirina per alcune forme tumorali, gli esperti avvertono che non tutti possono assumerla. L’acido acetilsalicilico, infatti, è fortemente sconsigliato per chi soffre di ulcera e, in generale, di sanguinamenti gastrointestinali.

Perciò anche se la ricerca ha fornito un quadro incoraggiante, restano ancora molti dubbi sull’uso di aspirina e altri antinfiammatori nella farmaco-prevenzione del cancro, soprattutto legati alle incertezze sugli effetti collaterali, sulle dosi ottimali del farmaco, sulla durata del trattamento e soprattutto sul momento più opportuno per cominciarlo.