Non solo bigiotteria o detergenti, chi soffre di allergia al nichel deve porre particolare attenzione alla propria dieta alimentare. L’allergia agli alimenti che contengono nichel è molto frequente e decisamente in crescita negli ultimi anni.

Questo tipo di problema spesso si manifesta con una reazione da contatto quando si indossano bracciali, collane che contengono questo metallo ma anche  quando per la propria igiene quotidiana si utilizzano detergenti non privi di nichel. In questi casi possono subentrare altre reazioni, ben più preoccupanti rispetto al classico prurito, rossore, che nel peggiore di casi si trasformano in eczema o dermatite.

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Nichel: cos’è?

E per l’allergia alimentare? Il nichel è un metallo appartenente al gruppo del ferro, di colore grigiastro e le sue principali caratteristiche sono la malleabilità e la duttilità. È un metallo largamente diffuso, infatti é contenuto in tantissimi oggetti come bottoni, cerniere, chiavi, soldi, bigiotteria. Meno conosciuta è invece l’allergia alimentare a questa componente

Come accorgersi dell’allergia al nichel?

L’assunzione di un alto contenuto di nichel, nei soggetti più sensibili, può comportare rush cutanei e crisi respiratori che devono essere opportunamente trattati con cortisoni e antistaminici. Comunemente sono i sintomi meno evidenti e che spesso, almeno apparentemente, non vengono associati a questo tipo di disturbo che devono essere tenuti sotto controllo. Tra questi ci sono:

  • Arrossamento della pelle, dermatiti, desquamazioni e bruciore.
  • Prurito, orticaria e comparsa di piccole pustole nelle zone che sono entrate a contatto con oggetti metallici.
  • Nausea e vomito.
  • Mal di testa, capogiri e vertigini.
  • Insonnia, difficoltà ad addormentarsi.
  • Aumento o perdita di peso apparentemente immotivati.
  • Problemi respiratori e tachicardia.
  • Afte e infiammazioni della bocca e delle gengive.
  • Gonfiori addominali, gastrite, colite o stipsi. 
  • Stanchezza e malessere generale.

Come si diagnostica l’allergia al nichel?

Ci sono diversi modi per diagnosticare l’allergia al nichel. Il metodo più comune è il Pach test, o test cutaneo, che consiste nell’applicare sul dorso del paziente dei piccoli cerotti contenenti le sostanze allergeniche sospette, dopodiché a distanza di 48-72 ore si valuta la reazione cutanea locale; se la rimozione del cerottino contenente nichel lascia sotto macchie di cute infiammata, la diagnosi di allergia al nichel è positiva.

Prima di effettuare il patch test, uno dei modi per scoprire se si è allergici agli alimenti contenenti nichel, è quello di escluderli dalla dieta per circa tre o quattro giorni. In questo caso si parla di dieta di eliminazione.

In seguito alla conferma della sua presenza, è bene seguire i consigli indicati dall’allergologo.

Quali alimenti evitare?

Come già detto, il nichel è un metallo naturalmente presente in natura. Per questo motivo non esistono alimenti senza nichel, ma solo a basso contenuto di nichel.

Occorre innanzitutto evitare i cibi che ne contengono di più, inserendo nell’alimentazione quotidiana solo quegli alimenti che ne contengono una quantità minima.

  1. Tutti i cibi in scatola, troppo lavorati e industriali
  2. Farina integrale e farina di mais
  3. Verdure: Asparagi, spinaci, broccoli, lattuga
  4. Pomodori e cipolle
  5. Legumi: in particolare, fagioli, piselli, lenticchie e soia
  6. Frutta secca: in particolare, nocciole, mandorle, arachidi, uva passa
  7. Pesce azzurro: in particolare, aringhe, acciughe e merluzzo
  8. Crostacei e molluschi: in particolare, ostriche, vongole, polipo, seppie, scampi
  9. Tè e cacao
  10. Lievito chimico e margarina

Se pensate di essere allergici al nichel, è bene che vi rechiate dal medico il quale vi prescriverà specfici test.