Per quanto riguarda le coppie che hanno problemi di sterilità e preferiscono adottare un bambino piuttosto che seguire le tecniche di fecondazione assistita o anche che non hanno avrebbero possibilità di successo nel concepire un figlio, c’è la possibilità di scegliere l’adozione.

Andrebbe però premesso che i futuri genitori adottivi ricevono bimbi, che sono stati prima in affidamento che scade dopo 2 anni. I bimbi trascorrono diverso tempo in alcuni centri sociali. Qui gli assistenti, dopo aver provato ad affidarli a qualche parente fino al 4 grado, cercano una coppia disposta ad accoglierli o anche eventualmente una single che possiedano in entrambi i casi (coppia e single) tutti i requisiti per poterli mantenere.


Se i bambini o ragazzi vanno affidati, significa che sono figli di ragazze madri, di madri o coppie che non possono permettersi un dignitoso tenore di vita come anche creature nate da donne abbandonate da partner o mariti immaturi, impreparati o affetti da malattie croniche invalidanti. Detto questo veniamo ai problemi più strettamente medici.

Trova su iDoctors un Pediatra vicino a te!

Quali problemi si presentano più di frequente nei bambini adottati?

La prima cosa da fare è recarsi dal pediatra per poter effettuare la loro prima visita pediatrica. Lo specialista vorrà conoscere la storia del piccolo e raccogliere ogni dettaglio per raggiungere un’anamnesi accurata. Durante la visita, il pediatra si trova davanti bambini con “deficit” di diversa natura. Dall’accrescimento fisico e psichico alla malnutrizione o disidratazione, dai problemi ossei o meglio di tipo scheletrico (inclusi anomalie alla mandibola o ai denti) a disturbi uditivi e visivi. Potrebbe talvolta essere necessario recarsi dal dermatologo o dal virologo per l’individuazione di dermatiti o altre malattie della pelle (scabbia etc.) o infeadoption-1057639_1920ttive.

Il pediatra solitamente tende a richiedere esami emato-chimici per verificare ulteriori eventuali patologie non individuabili altrimenti.

Potrebbero infatti presentarsi alcune insufficienze a livello ematico generale (anemie, piastrinopenie etc.), infezioni, carenze vitaminiche o di sali minerali. Una volta che il pediatra potrà valutare i risultati degli esami, sarà in grado di consigliare la terapia più efficace o se necessario, una visita più approfondita da qualche altro specialista, in base anche al sesso cioè se sono maschietti o femminucce e alla patologia individuata o sospettata.

Di che altro tipo di problemi potrebbero soffrire questi bambini?

Considerando che nel passaggio dalla mamma naturale a quella adottiva hanno subito uno stress, è sempre preferibile valutare la sua età e comprendere l’ambiente da cui proviene. Inizialmente, sono abbastanza naturali e frequenti disturbi del sonno, intolleranze alimentari, allergie ed iperattività.
Qualche volta il ragazzo o la ragazza sono già adolescenti e c’è da aspettarsi che possano trovare difficoltà ad ambientarsi. Di conseguenza l’esuberanza o la profonda timidezza possono essere le due manifestazioni più comprensibili: le molte assenze da scuola, la difficoltà a concentrarsi e ad inserirsi nel nuovo ambiente sono da preventivare.

Ai genitori viene suggerito di cercare quanto prima di individuare il problema attraverso il dialogo e il supporto psicologico; in caso di insuccesso è raccomandabile rivolgersi a neurologi, psichiatri infantili o psichiatri specializzati in disturbi del comportamento.

Conclusioni

Com’è facile immaginare, i bambini adottati hanno subito uno stress psicologico tale da affrontare nel breve tempo possibile, per poter garantire loro una corretta educazione ed un sano stile di vita. È inoltre ragionevole pensare che i genitori si assumono una grande responsabilità, che dovrebbe spingere loro a dedicarsi con più pazienza e sacrificio ai loro figli adottati. In altre parole, i genitori dovrebbero prepararsi a trascorrere con loro più tempo possibile, dialogando con loro, stimolandoli e confortandoli. Prima superano lo stress in famiglia, dapprima si integrano con la società, a scuola e soprattutto con i loro coetanei. Prima si acquisisce la consapevolezza di un ragazzo o una ragazza come gli altri, minori saranno gli effetti negativi con il mondo del lavoro e con la società in futuro.

FONTE: Trattato di Pediatria a cura di W.Nelson