Il dott. Francesco De Luca è Medico Chirurgo, Specialista in Urologia e Andrologo, attualmente, esercita la sua professione a Roma, Latina, Frosinone e L’Aquila.

Allo scopo di conoscerlo meglio e presentarlo agli utenti di iDoctors, gli abbiamo rivolto qualche domanda.

Quando ha deciso di fare l’urologo?

Ho deciso di fare l’urologo al IV anno di medicina, quando ho iniziato a seguire le lezioni di patologia dell’apparato genito-urinario.

Sono rimasto subito affascinato dalla chirurgia e dal nome della clinica urologica che frequentavo, intitolata ad Ulrico Bracci, padre dell’urologia moderna; poi appena entrato in scuola di specializzazione ho cominciato a focalizzarmi sull’andrologia.

Quali sono gli aspetti del suo lavoro che apprezza di più e che trova più interessanti o quali le danno maggiori soddisfazioni?

Mi ritengo fortunato perché sto facendo ciò che mi piace realmente; un ringraziamento sincero da parte di un paziente soddisfatto non ha prezzo.

Quale ritiene sia l’aspetto più duro del suo lavoro?

L’aspetto più duro e difficile è cercare di soddisfare tutti i pazienti soprattutto quando alla base ci sono false aspettative  o  visioni distorte dalla disinformazione o da falsi miti.

Se non avesse fatto il medico cosa avrebbe fatto?

Probabilmente avrei studiato economia e oggi sarei nel mondo della finanza.

Ripensandoci oggi, qual è l’errore che all’inizio della carriera avrebbe voluto evitare?

Nessuno; possiamo imparare dagli errori e cercare di migliorare sempre.

All’inizio della carriera ha mai pensato di cambiare, oppure di non farcela?

Mi è capitato alcune volte di pensare che non ce l’avrei fatta a diventare medico, in un’occasione particolare, quando non riuscivo a superare l’esame di biochimica.

C’è stata una persona o un episodio determinante nella sua formazione professionale?

La mia esperienza londinese in istituti di rilevanza internazionale mi ha permesso di allargare gli orizzonti, aprendomi nuove strade e future collaborazioni.

Se dovesse dare un consiglio ad un collega che è all’inizio della sua carriera di medico, cosa suggerirebbe?

Di credere in se stessi ed essere tenaci sempre. La perseveranza e la determinazione pagano.

Quali sono i suoi hobby/interessi/passioni al di fuori del lavoro?

Nel tempo libero mi piace fare sport (jogging e scherma), amo viaggiare e stare a contatto con persone di culture diverse.

Nella sua esperienza le è capitato spesso di dover risolvere problemi legati a disinformazione in campo medico? Ci racconti il caso che ricorda di più.

Capita spesso che le persone vengano già informate tramite dr google, a volte può deviare le persone verso aspettative irreali.

Nuovi progetti per il futuro?

Creare una collaborazione con un collega serbo per quanto riguarda la chirurgia ricostruttiva genito-urinaria, poiché la collaborazione e l’aggiornamento sono linfa vitale nella nostra professione.

Secondo lei, in che modo il web può aiutare il medico nella sua professione?

È utile nel creare e mantenere il network tra professionisti, permette di confrontarsi su casi clinici complessi. Allo stesso modo può sensibilizzare i soggetti più timorosi ad esporre i propri problemi o a ricercare assistenza medica.