Udito a rischio con i lettori Mp3

Doppi vetri, stanze insonorizzate, tappi nelle orecchie per proteggersi dai fastidiosi e assordanti rumori della vita moderna e poi si scopre che ascoltare la musica con le cuffie è più pericoloso di tutto il resto. E’ la modernità, bellezza!, verrebbe da dire, ma la verità è che ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria e, di conseguenza, anche quello che appare tanto bello e trendy, non è esente da controindicazioni. E’ questa la conclusione a cui è arrivato un recente studio unificato delle Università del Michigan e della California, che sembra confermare  i timori, peraltro già espressi in diverse sedi, degli esperti: la musica sparata a tutto volume nelle orecchie, soprattutto da parte di giovani o giovanissimi, costituirebbe un grave pericolo per l’udito, con una percentuale di rischio superiore addirittura a quella causata dal traffico o dal rumore del lavoro in fabbrica.
La ricerca riprende i risultati di uno studio dell’Università di Yale dello scorso anno, che aveva equiparato i danni provocati dall’ascolto di iPod e simili al rumore di un aereo in fase di decollo. Gli studiosi statunitensi hanno condotto test uditivi su 4500 newyorchesi che utilizzano abitualmente i mezzi pubblici per arrivare a scoprire che a fronte di un 10% di alto fastidio nei confronti del rumore cittadino causato da bus, traffico e lavori stradali in genere, corrisponde ben un 90% di fastidio nei confronti dell’esposizione uditiva verso fonti sonore. Ne uccide più il rock del martello pneumatico, se, come sembra, la principale fonte di fastidio sembra proprio essere rappresentata dalla musica ascoltata per mezzo dei lettori mp3.
Tutto ciò sembra strano, ha commentato il professor Rick Neitzel al Telegraph, perché fino ad ora si continuava a pensare che il posto di lavoro (soprattutto alcuni posti di lavoro, certo non gli ovattati uffici di Manhattan) fosse la principale causa di pericolo per il nostro udito: da ora, invece, tra i nemici del nostro udito si dovranno mettere in lista anche i vari marchingegni elettronici che scaricano a palla la musica nelle orecchie, soprattutto dei più giovani. E già ci sono studi che tendono a dimostrare come questa pratica moderna sia origine di svariati disturbi fisici che vanno dall’insonnia, allo stress, fino a disturbi cardiaci di vario genere.
Si diceva un tempo canta che ti passa, ma oggi, evidentemente, se si ascolta (a tutto volume) qualcosa ti arriva…

Articolo di Redazione
Fonte: Corriere della sera, 23/12/2011

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