I 10 comandamenti per una gravidanza consapevole

Al congresso dell’Associazione Culturale Pediatri è stato presentato un pacchetto di regole per le donne che decidano di avere un figlio consapevolmente e intendano mettere in pratica una serie di precauzioni perché nasca sano e per non rischiare, loro stesse, problemi legati ad una maternità improvvisata, stile fai da te.
Secondo Pierpaolo Mastroiacovo, coordinatore del centro internazionale difetti congeniti e prematurità, il concepimento non dovrebbe mai essere affidato al caso. E’ infatti dimostrato che i cosiddetti esiti avversi della maternità possono essere tagliati anche fino al 50-70% con facili accorgimenti da parte delle coppie che desiderino  avere un figlio.
Regola fondamentale per la futura mamma non bere alcool: il consumo di alcool e di fumo deve essere abolito, ridotto a zero. La dieta ha una funzione fondamentale nel periodo della gestazione. Si è visto che i bambini nati da donne che in gravidanza hanno mangiato cibi tipici dell’alimentazione anglosassone (ricca di grassi) hanno maggiori handicap rispetto ai coetanei che si sono formati nel grembo di mamme attente a rispettare diete equilibrate ( imperniate su consumo di carboidrati, proteine in giusta quantità, molta frutta e verdura, condimenti crudi).  Future mamme, il catalogo per una maternità consapevole e felice è questo:
1)      programmare la gravidanza
2)      assumere 0,4 mg di acido folico al giorno (serve a prevenire la spina bifida)
3)      Dieta mediterranea
4)      Peso corporeo adeguato (no magrezza e sovrappeso)
5)      Divieto di fumo, alcool e, a maggior ragione, droghe
6)      Attenzione a farmaci contenenti particolari sostanze chimiche
7)      Seguire scrupolosamente le normali regole igieniche  per prevenire
infezioni e/o malattie infettive
8)      Test per malattie sessualmente trasmesse (Aids, clamidia, sifilide)
9)      Riferire al medico l’esito di eventuali gravidanze precedenti
10)   Comunicare la presenza in famiglia di malattie genetiche

Articolo di Redazione
Fonte: Corriere della Sera, 10 ottobre 2011

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