Con le staminali forever young?

All’Università di Pittsburgh, un gruppo di studiosi e ricercatori ha condotto uno studio recentemente pubblicato su Nature Communications, che ha messo in risalto nuovi risvolti riguardo l’utilizzo medico delle cellule staminali e la loro (presunta) capacità di allungare il ciclo di vita, se non sugli uomini, almeno su campioni animali. Le cavie, affette da precoce invecchiamento, sono infatti guarite dalla patologia e, soprattutto, hanno vissuto sorprendentemente tre volte più del previsto, grazie a cellule progenitrici simili alle staminali ottenute dai muscoli di esemplari più giovani e senza  problemi di salute.
Uno degli studiosi del gruppo di ricerca, tale Johnny Huard, ha affermato che gli animali trattati hanno vissuto molto più a lungo, alcuni addirittura più di 66 giorni e che, inoltre, la loro salute è risultata migliorata. Questo tipo di esperimenti, sembra suggerire, secondo il parere di uno dei ricercatori del gruppo, Laura Niedernhofer, che la disfunzione delle staminali sia una delle cause principali dei cambiamenti connessi all’invecchiamento. La ricerca su queste tematiche, del resto, è in continua evoluzione.
Oltre che al già citato esperimento di Pittsburgh, anche in altre parti del mondo, team di scienziati si stanno dedicando all’argomento. Ne è una prova l’Università di Montpellier, dove il team guidato dal dott. Jean-Marc Lemaître, ha dimostrato come perfino le cellule con invecchiamento avanzato fino a 101 anni non perdano le loro potenzialità di suddividersi e moltiplicarsi, se “riprogrammate” nel modo corretto.
Le speranze future legate a questa scoperta riguardano probabilmente la realizzazione di trattamenti e cure per malattie di tipo degenerativo-neurologico, diabete e ogni tipo di patologia legata all’invecchiamento. Allo stato attuale, e con le conoscenze ora a disposizione, l’esperimento in questione è in fase puramente teorica, dato che nessun scienziato al mondo ha mai provato il reimpianto in pazienti umani di  cellule così “rigenerate”, ma in futuro la speranza è quella di riuscire a creare  una ricetta il più vicino possibile al sempre agognato “elisir di lunga vita”, il sogno dell’uomo più sognato da sempre.

Articolo di Redazione
Fonte: Il Secolo XIX, 4/01/2012

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