La dottoressa Lianne Kurina, assistente professore di Epidemiologia presso l’Università di Chicago, ha condotto uno studio, pubblicato sulla rivista Sleep, dove viene dimostrato che i single dormono male, non riescono a riposare come vorrebbero e dovrebbero, con conseguenti ricadute sulla loro salute.
Secondo questa ricerca, infatti, il single soffre di irrequietezza notturna e sonno disturbato a causa del possibile senso di isolamento e, appunto, di solitudine. Ai volontari ambosessi che hanno partecipato alla ricerca, è stato chiesto di riferire quanto spesso sentissero la mancanza di compagnia, o si sentissero lasciati in disparte o isolati dagli altri. In base alle risposte fornite, i ricercatori hanno stabilito una “scala di solitudine” su cui misurare i differenti livelli. Dopo di che, ai partecipanti è stato chiesto di indossare un dispositivo da polso – detto ActiGraph – quando andavano a letto. Questo dispositivo serviva a monitorare il sonno e le possibili interruzioni, nonché i movimenti del corpo durante il sonno stesso.
A conclusione del test, l’analisi dei dati, comparata alla scala di solitudine, ha mostrato che a ogni aumento di un punto sulla scala, si determinava un aumento dell’8 per cento di irrequietezza e disturbi del sonno. Gli studiosi non mancano di sottolineare come la mancanza, o anche solo una bassa qualità, di sonno può essere causa di problemi di salute come, ad esempio, modifiche della pressione arteriosa o dei livelli di glicemia nel sangue.
La solitudine è un problema più diffuso di quanto non si pensi e può essere causato da un isolamento sociale effettivo o dalla separazione dagli altri. In questo caso, l’esperimento si basava in particolare sulla percezione personale di un possibile isolamento, o sulla sensazione personale di e emarginazione. Tuttavia, spesso, anche il solo pensiero di isolamento o di abbandono può essere la causa scatenante che intacca la qualità del sonno e influenza negativamente la salute.
Articolo di Redazione
Fonte: La Stampa.it 7/11/2011







